Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

Pensioni italiane all’estero: più tempo per gli accertamenti esistenza in vita

Nuovo messaggio Inps sulla campagna accertamento esistenza in vita, slittano i termini.

Ci sono molti pensionati italiani che ricevono pensioni da parte degli Istituti previdenziali di Stati esteri in cui sono stati a lavorare durante la loro carriera. E ci sono anche cittadini stranieri o italiani residenti all’estero che ricevono negli Stati stranieri di residenza, le pensioni Inps maturate durante la loro carriera lavorativa.

Come accade per gli Italiani che ricevono una pensione dall’estero, anche su chi si manifesta il contrario, cioè stranieri che ricevono a casa un trattamento italiano, devono produrre la documentazione di esistenza di vita. A causa del Covid questo adempimento è stato prolungato e l’Inps lo ha specificato tramite circolare.

Nuovo calendario per l’accertamento

Con il messaggio n° 225 emanato il 20 gennaio scorso, l’Inps ha fornito le istruzioni per completare la campagna di accertamento dell’esistenza in vita confermando quella che a tutti gli effetti è un a proroga di tre mesi concessa per adempiere.

Tutto come previsto già con un precedente messaggio dell’Istituto nazionale di previdenza sociale italiano, il n° 3102 dell’11 agosto 2020. È sempre l’emergenza Covid ad aver costretto l’intervento, al concedere più tempo ai pensionati per completare l’adempimento.

Il nuovo messaggio dell’istituto

Il nuovo messaggio pubblicato sul sito istituzione dell’Inps non fa altro che fornire i dovuti chiarimenti visto il perdurare dell’emergenza epidemiologica. I nuovi termini relativi alla campagna esistenza in vita vengono dettagliatamente specificato costo nella comunicazione ufficiale Inps.

Come si legge nel messaggio «con riferimento ai pensionati residenti nel Continente americano, Paesi scandinavi, Stati dell’est Europa e Paesi limitrofi, Asia, Medio ed Estremo Oriente, nonché ai pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania che, a causa del diffondersi del contagio, non hanno potuto portare a termine la precedente verifica avviata ad ottobre 2019, si differisce di tre mesi il termine finale per la restituzione delle attestazioni, inizialmente previsto a febbraio 2021».

In altri termini la scadenza originariamente prevista per il 7 febbraio 2021 slitta al 7 maggio 2021. L’adempimento resta di fondamentale importanza per o pensionati ed è necessario per evitare il blocco dei pagamenti per il rateo di giugno. L’Inps in effetti specifica nel suo messaggio, cosa accade in caso di inadempienza.

Senza il completamento dell’adempimento entro il nuovo termine previsto del 7 maggio, l’accredito della pensione del mese di giugno non avverrebbe e il rateo andrebbe incassato per contanti presso le agenzie Western Union presenti sul territorio. Ed il mancato incasso in contanti e con questa modalità entro il 19 giugno prossimo, potrebbe portare alla sospensione della pensione per le mensilità successive, a partire da quelle di luglio.

Ricapitolando, entro il 7 maggio andrebbe necessariamente prodotta l’attestazione di esistenza in vita e qualora non si provveda, entro il 19 giugno andrà incassata tramite Western Union la rata di giugno della pensione, o alternativamente, produrre entro la stessa data la certificazione di esistenza in vita.