Autore: Stefano Calicchio

Pensione

1
Mar 2020

Pensioni, in Francia passa la riforma senza l’approvazione del parlamento

Nuovo colpo di scena riguardo la riforma delle pensioni nel Paese transalpino: il Premier Edouard Philippe abbrevia il dibattito, ecco cosa succede.

La nuova riforma delle pensioni francese passa con un colpo di scena, dopo che il Premier decide di approvare il provvedimento tramite un decreto senza la relativa verifica parlamentare. Si tratta di un passaggio che nelle ultime ore appariva scontato, ma non per questo usuale o privo di conseguenze, considerando anche che nel Paese le proteste contro le misure decise nel comparto previdenziale proseguono ormai da mesi senza interruzione.

Dal punto di vista pratico l’esecutivo francese ha scelto di dare seguito all’articolo numero 49.3 della carta costituzionale, che permette di approvare una nuova norma seguendo la via del decreto. L’obiettivo era di superare la strenua opposizione parlamentare al provvedimento, che avrebbe rischiato di bloccare la riforma previdenziale.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni, Poste riapre gli uffici nella zona rossa per pagare gli assegni

Riforma pensioni approvata per decreto in Francia: la possibile replica del parlamento e della popolazione

Con la decisione presa dal primo ministro Edouard Philippe, il governo ha giocato quindi una mossa da cavallo, scavalcando il problema della verifica parlamentare. L’unica replica possibile al momento è infatti rappresentata da una mozione di sfiducia contro l’intero esecutivo da parte dell’assemblea, che però non ha un numero sufficiente di voti per poter sostenere l’azione di contrasto.

Secondo quanto indicato dallo stesso Premier, l’approvazione per decreto permetterà di dare seguito alla legge sul sistema pensionistico universale. L’azione non è stata però pensata per mettere fine al dibattito, quanto per “mettere fine al non dibattito di un parlamento privato della sua funzione di fare le leggi”.

Il riferimento va agli oltre 40mila emendamenti depositati dall’opposizione e che di fatto hanno posto un blocco all’iter legislativo. Resta il fatto che se anche la possibile replica parlamentare risulta limitata, la scelta di procedere in questo modo potrebbe dare il via ad una nuova forte ondata di proteste da parte dei sindacati e della popolazione.

L’opposizione parla di negazione della democrazia

D’altra parte, la scelta di metodo nell’approvazione della riforma previdenziale francese non sembra destinata a restare senza critiche. L’opposizione ha parlato di “metodi odiosi” e di “negazione della democrazia”. Insoumis, PS e PC hanno criticato fortemente la strategia, annunciando una mozione di censura congiunta.

Secondo il Segretario del partito socialista Olivier Faure, “il governo ha scelto di autorizzare l’uso dell’articolo 49.3 durante il Consiglio dei Ministri responsabile del contenimento dell’epidemia di Coronavirus”, spiegando che “questo colpo di stato è inaccettabile”. Ma anche i nazionalisti hanno fortemente stigmatizzato questo modo di procedere.

Per Marine Le Pen (Rassemblement National) “tutti ora sono consapevoli del cinismo del governo, che sta sfruttando il peggioramento della crisi del Coronavirus con un divieto di assembramento sulle manifestazioni con oltre 5.000 persone. Ci si chiede se sia per proteggere i francesi o impedire le manifestazioni”, ha quindi concluso.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni lavori usuranti, si esce dai 61 anni e 7 mesi: ecco requisiti e scadenze

Il rammarico dei sindacati: sulla riforma delle pensioni un’occasione perduta

Anche da parte dei sindacati si esprime forte rammarico per la decisione dell’esecutivo. Secondo il Segretario del CFDT Frédéric Sève, “il dibattito è stato sostanzialmente ancora nascosto” e questo rappresenta “un’opportunità perduta”.

Per il Segretario generale della CGT Philippe Martinez quello portato avanti dal governo è “un atteggiamento fortemente scandaloso”, tanto da rendere necessaria la ripartenza della mobilitazione a partire dalla prossima settimana.

Infine, secondo il Segretario di Force Ouvrière Yves Veyrier si tratta di “una decisione incomprensibile e inaccettabile, che arriva nel contesto di una crisi come quella del Coronavirus. Questo episodio sarà interpretato dai cittadini come una forma di disprezzo”.