Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

28
Gen 2020

Pensioni, il Portogallo non sarà più esentasse per i pensionati stranieri: verso flat tax al 10%

Il governo portoghese punta a modificare il regime di esenzione fiscale che attualmente permette a chi possiede una pensione di trasferirsi nel Paese pagando zero tasse. Ecco come e perché.

C’è aria di cambiamento in Portogallo per i tanti italiani in età avanzata che cercano un lido tranquillo dove passare la propria vecchiaia. Il Paese è diventato famoso negli scorsi anni per l’avvio di una esenzione fiscale totale a tutti gli stranieri desiderosi di trasferirsi nel proprio territorio.

Un’agevolazione che è stata certamente determinante per decretare quello che negli scorsi anni è stato un vero e proprio esodo di pensionati europei (molti dei quali italiani). Certo, alla logica del paradiso fiscale in grado di garantire una pensione corrispondente alla versione lorda si accompagnavano anche altri elementi utili per far propendere la scelta: dal clima mite e piacevole tutto l’anno alla cultura latina, dalla cucina mediterranea al costo della vita relativamente contenuto (a dire il vero negli ultimi anni in costante salita).

Resta il fatto che ora le cose potrebbero cambiare, sebbene l’applicazione di imposte ai pensionati stranieri risulterà comunque piuttosto contenuta. Le valutazioni andranno fatte rispetto al proprio Paese d’origine ed è presto per dire se la minore convenienza fiscale agirà da deterrente verso i trasferimenti.

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Nella pratica, la misura allo studio del socialista Antonio Costa punta a rendere più equo il sistema, portando innanzitutto alla realizzazione di una flat tax del 10% (in precedenza il livello impositivo era nullo). Resterà inoltre necessario spostare la residenza, rimanendo all’interno del Paese per almeno 183 giorni l’anno.

Oltre a ciò, il governo portoghese sta pensando comunque all’imposizione di un versamento minimo annuale di circa 7500 euro. Se tali parametri fossero effettivamente confermati, la convenienza effettiva di un trasferimento andrebbe pesata caso per caso, ma resta evidente che i redditi medio - bassi potrebbero risultare maggiormente penalizzati dall’inserimento di una quota fissa.

D’altra parte, diversi malumori sono già emersi anche internamente al Paese. L’economia ha visto infatti un forte sviluppo a partire dal 2008, ovvero da quando è stato avviato il regime di favore per i pensionati. Tra i settori che hanno ottenuto maggiori benefici vi è certamente quello immobiliare, oltre ad una crescita generalizzata dei consumi per via delle spese effettuate localmente dai nuovi residenti. In ogni caso il provvedimento non sarà retroattivo, ma dovrebbe caratterizzare solo i nuovi trasferimenti.

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