Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni flessibili e LdB2021: oltre la proroga di APE social e Opzione donna, fino a 7 anni di anticipo con gli strumenti aziendali

Le pensioni anticipate restano al centro degli interventi previdenziali previsti all’interno della prossima manovra: governo al lavoro sul potenziamento di scivoli e prepensionamenti, per garantire fino a 7 anni di anticipo.

A poco più di un mese e mezzo dalla fine dell’anno cominciano a delinearsi con maggiore precisione i possibili interventi correttivi sulle pensioni anticipate che verranno inseriti all’interno della manovra 2021. Se da un lato appaiono ormai confermate la proroga dell’Ape sociale e l’estensione dell’opzione donna, si parla infatti in modo sempre più consistente anche di un potenziamento degli scivoli aziendali.

D’altra parte, si tratta di strumenti che potrebbero essere utilizzati efficacemente anche per evitare il cosiddetto scalone che prenderà luogo quando sarà terminata la sperimentazione relativa alle pensioni anticipate tramite quota 100. A partire dal 2022 risulterà infatti necessario un intervento di ammorbidimento dei requisiti di accesso all’Inps, considerando che senza tale intervento i lavoratori si troveranno a fare i conti con il ripristino pieno delle regole previste dalla legge Fornero.

Pensioni anticipate e manovra 2021: le misure allo studio per agevolare le uscite dei lavoratori

Nella pratica, gli strumenti di natura aziendale possono garantire la possibilità di un anticipo sulla pensione fino a 7 anni rispetto ai requisiti ordinari di uscita dal lavoro, accompagnando i lavoratori verso la maturazione della pensione di vecchiaia o di anzianità e garantendo al contempo un’indennità durante lo scivolo assieme al versamento dei contributi presso l’Inps. L’idea è quindi di lavorare su una estensione di tali meccanismi, al momento a disposizione solo di un numero limitato di aziende.

Si prenda l’esempio dei fondi di solidarietà, che risultano presenti solo in alcuni specifici settori come quello bancario, assicurativo, postale oppure chimico. L’estensione di tali strumenti a un numero più ampio di categorie era stata per altro già suggerita negli scorsi mesi dal direttore del centro studi “Itinerari Previdenziali” Alberto Brambilla proprio come una possibile soluzione per ammorbidire lo scalone dettato dalla fine della quota 100.

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Riforma pensioni, le ipotesi allo studio per sostenere il ricorso all’isopensione

Oltre all’estensione dei fondi di solidarietà, una seconda possibilità consiste nel potenzialmente dell’isopensione. Quest’ultima rende disponibile un meccanismo consensuale di prepensionamento senza vincoli di cumulo, in grado quindi di accompagnare il lavoratore verso la maturazione della pensione ordinaria. L’opzione è disponibile anche in favore delle piccole imprese, purché siano presenti almeno 15 dipendenti.

Al suo fianco vi è poi il cosiddetto contratto di espansione, in grado di garantire uno scivolo di cinque anni ma destinato alle imprese di grandi dimensioni. In questo caso lo scivolo massimo può arrivare fino a 5 anni, ma viene richiesto al datore di lavoro un impegno verso il ricambio generazionale. Il vantaggio risiede ovviamente nel cofinanziamento dell’operazione da parte dello Stato, così da alleggerire i costi delle uscite. Su tutte le opzioni appena evidenziate potrebbero arrivare novità interessanti proprio all’interno della prossima manovra, in approvazione entro la fine del 2020.

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