Pensioni ecco la soluzione: a 63 anni, soglia 1.000 euro o 1450 con riduzione attuariale

Pensioni ecco la soluzione: a 63 anni, soglia 1.000 euro o 1450 con riduzione attuariale

Ok anche dal Presidente dell’Inps Tridico e da noti Economisti come Roberto Perotti e Tito Boeri, la pensione a 63 anni è possibile.

Incentivare le persone ad uscire in pensione, con una misura che limita ad un solo anno la differenza tra l’età pensionabile di quota 100 e la nuova. Questa l’ultima novità che riguarda la riforma delle pensioni. E si tratterebbe di una uscita favorevole pure come carriera, perché rispetto a quota 100 che necessita di 38 anni di contributi, ne basterebbero solo 20.

Una misura nuova, diversa e con riduzione attuariale. Ma che ha una notevole forza dal momento che vede l’ok anche del Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, del suo predecessore, l’economista Tito Boeri e di un altro noto esierto, Roberto Perotti.

Pensione a 63 anni: ecco la proposta

In pensione tutti quelli che vogliono, a loro scelta, ed a partire da 63 anni, con 20 anni di contributi versati ma con riduzione attuariale. «Esiste un modo per riconciliare una maggiore flessibilità nell’età di pensionamento con la sostenibilità del sistema: si può andare in pensione quando si vuole, a partire da 63 anni, ma accettando una riduzione attuariale, che oggi si applica alla sola quota contributiva», lo si legge sul quotidiano"Repubblica".

E si tratta di una proposta uscita da due esperti di pensioni, gli economisti Tito Boeri e Roberto Perotti. In altri termini, ciò che accade oggi con la riduzione che riguarda solo la quota contributiva della pensione, verrebbe estesa all’intero importo della pensione.

Come funzionerebbe la nuova pensione a 63 anni

«Oggi questo significherebbe una riduzione media di un punto e mezzo per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione offerta da quota 100», questa la formula spiegata dai due economisti. I più penalizzati sarebbero quelli con lunghe carriere antecedenti il 1995.

Va rammentato però che più passano gli anni e sempre meno sono i lavoratori che hanno diritto ad un calcolo eccessivamente retributivo.
Questione generazionale, perché più giovani sono oggi i futuri pensionati, meno anni di contribuzione hanno maturato prima del 1996.

La misura infatti non sarebbe per nulla penalizzante per i contributivi puri, che non avendo contributi antecedenti il 1996, si troverebbero una misura vantaggiosa come uscita (a 63 anni di età) e con assegno calcolato come per qualsiasi altra misura loro destinata.

Lo dicono a chiare lettere anche i due economisti, secondo i quali, «le generazioni che andranno in pensione nei prossimi anni avranno una quota contributiva più alta su cui la riduzione è già comunque applicata in caso di pensione anticipata».

Ridurre il gap tra retributivi e contributivi

Con una sola misura si eviterebbe lo scalone di 5 anni della quota 100 e si ridurrebbe il gap in termini di trattamento previdenziale tra le pensioni contributive e le pensioni miste. Infatti verrebbe estesa la possibilità di andare in pensione prima pure ai retributivi che oggi sono esclusi dalla pensione anticipata con combinazione 64+20.

La pensione anticipata contributiva oggi è destinata solo ai contributivi puri, purché ad età e contributi aggiungano un assegno pari a 2,8 volte l’assegno sociale. In pratica, una prestazione prossima a 1.288 euro al mese. L’ipotesi di accorciare a 63 anni il limite di uscita, allargando la platea anche ai «misti», dovrebbe comunque avere una soglia minima.

Potrebbe essere pari a 1.450 euro, come Boeri e Perotti hanno proposto e come anche Tridico sostiene. A dire il vero, essendo molto al di sopra della soglia minima della povertà, la cifra di 1.450 euro al mese potrebbe essere rivisitata al ribasso.

Sempre i due economisti infatti parlano di 1.000 euro, più o meno il doppio della pensione minima. Così si potrebbe allargare nettamente la platea dei potenziali interessati. E in termini di spesa pubblica, lo Stato sarebbe tutelato dal fatto che si tratta di pensioni piuttosto penalizzate di importo. Leggi anche: Pensione di reversibilità: importo e requisiti