Autore: B.A

Pensioni: ecco l’età pensionabile dopo il 2021, cambia tutto

Dal 2022 senza Ape social e quota 100, cambia l’età pensionabile.

C’è una cosa che a livello previdenziale gli italiani devono ricordare. A fine 2021 non ci saranno più Ape sociale e quota 100. Questo significa che scompariranno le misure che consentono di anticipare l’uscita a 63 anni (l’Ape sociale) e 62 anni (quota 100). Il coronavirus ha spostato l’attenzione dell’opinione pubblica, che ha lasciato stare le pensioni, argomento caldo prima della pandemia. Anzi, quando si è parlato di pensioni, qualcuno ha avanzato dubbi sul fatto che quota 100 potrebbe interrompersi prima, magari a dicembre 2020, sacrificata sull’altare dell’emergenza coronavirus.
Ad oggi comunque, tutto fermo al fatto che fino al 2021, quota 100 funzionerà come previsto. Ma dal 2021, ecco cosa potrebbe accadere.

Chi può andare in pensione entro il 31 dicembre 2021

Oggi e fino al 31 dicembre 2021, quota 100 consente l’uscita a 62 anni di età con 38 di contributi. Una volta sparita quota 100, dopo il 2021, anche se si raggiungono i 62 anni di età ed i 38 di contributi, non si potrà uscire dal lavoro. E si potrebbe verificare il famoso scalone. Un distanziamento di almeno 5 anni tra chi uscirà con quota 100 e chi no. I primi esclusi dalla misura, per esempio, chi compie 62 anni a gennaio 2022, dovrà attendere il 67imo anno di età per uscire dal lavoro.

Ape e opzione donna, ancora pochi mesi

Molte sono le incognite sulle pensioni, a partire da gennaio 2021. Infatti, se quota 100 potrebbe arrivare alla fine del 2021, diversa potrebbe essere la sorte di Ape Sociale, che richiede un’età pensionabile di 63 anni unitamente a 30 o 36 anni di contributi, e opzione donna, che permette uscita a 58 anni di età con 35 di contributi.
Se non confermate nella prossima manovra finanziaria, queste due misure andranno a scadenza già dal 31 dicembre 2020. Ed è molto probabile che il governo sarà «distratto» da crisi economica, aiuti alle imprese e altre iniziative per contrastare gli effetti del coronavirus, piuttosto che pensare a pensioni e previdenza.

Ecco come uscire dal lavoro prima del 2022

Per chi entro il 31 dicembre raggiungere i 62 anni di età e i 38 anni di contributi è possibile la pensione con la quota 100. Fino ai nati nel 1958, la quota 100 potrebbe rappresentare l’uscita dal mondo del lavoro. Le nate nel 1960 e 1961, rispettivamente, lavoratrici autonome e lavoratrici dipendenti, potranno sfruttare opzione donna, sia nel 2020 che nel 2021, ma a condizione di aver raggiunto 35 anni di contributi entro il 2019. Per l’Ape social invece, via libera ai nati massimo entro il 1957 e che sono in possesso di almeno 30 o 36 anni di contributi. 30 anni per invalidi, caregiver e disoccupati, mentre per i lavori gravosi 36 anni.