Autore: B.A

Pensione

Pensioni: e se fosse quota 92? Si torna a parlare di 62+30 di Nannicini

La riforma delle pensioni fa registrare una nuova pagina, dai Social il senatore Nannicini torna a proporre quota 92.

Ormai tra gli argomenti principali di interesse pubblico è tornata la riforma delle pensioni. I nuovi incontri tra sindacati e governo, già svolti o in calendario per le prossime settimane hanno riportato interesse sulle pensioni. Ed ecco che ieri dalla sua pagina Facebook, Tommaso Nannicini ha di nuovo detto la sua su quella che resta una riforma ritenuta necessaria da tutti gli addetti ai lavori. E naturalmente è tornato in auge il suo cavallo di battaglia, quota 92.

La quota 92 di Nannicini, cos’è?

Sulla pagina ufficiale di Facebook del Senatore Nannicini si torna a parlare di pensioni. E Nannicini parla di riforma che non può non guardare a quelli che lui chiama dimenticati. Si tratta di soggetti disagiati, più o meno quelli che oggi entrano in quota 41 o Ape sociale. Per loro Nannicini parla di pensione equa, proponendo un suo vecchio cavallo di battaglia, la quota 92.

La pensione flessibile sarebbe dai 62 anni di età, cioè dalla stessa età prevista da quota 100, ma basterebbero 30 anni di contributi versati e non 38. Nannicini promette che nei prossimi giorni sulla sua pagina si tornerà a parlare di pensioni. Intanto però sottolinea come i problemi previdenziali di cui lui parlava un anno fa, quando criticava duramente quota 100 non sono stati superati, anzi, sono ancora tutti li. E pure se dal governo hanno fatto sapere che quota 100 non verrà rinnovata, senza una riforma, la fine di quota 100 non può bastare.

Nannicini, tra il fine Quota 100 e la sua quota 92

La proposta di quota 92 fu fatta da Tommaso Nannicini a gennaio del 2019. Era un modo per contestare la misura principe del governo Conte uno, quella quota 100 che sempre Nannicini non ha mai nascosto di contestare.

Nannicini fin fin dal varo di quota 100 ha criticato duramente la misura, considerata una misura che non risolveva i problemi del sistema, essendo solo una soluzione tampone e per di più temporanea (capendo già in anticipo il problema scalone).

Con la quota 92, si potrebbe uscire dal lavoro con 62 anni di età ma con 30 di contributi. Ma solo se soggetti «deboli» come li definisce lo stesso Senatore Dem, Tommaso Nannicini. Disoccupati, lavoratori gravosi, disabili e caregivers, questa anche per Nannicini, la platea di destinazione di questa quota 92.

E per chi non rientra, cioè per i lavoratori non deboli, uscita flessibile anticipata dai 64 anni. Ma con ricalcolo contributivo, perché qualcosa per l’anticipo ottenuto i pensionati devono pur lasciare. Quindi, per garantirsi fino a tre anni di uscita anticipata rispetto ai 67 anni della pensione di vecchiaia, la pensione equa di cui parla Nannicini potrebbe prevedere il calcolo contributivo come per esempio oggi accade alle lavoratrici con opzione donna.