Autore: B.A

Pensione

Pensioni e coronavirus, esodati ancora penalizzati e interventi sulle pensioni minime

Coronavirus e riforma pensioni, argomenti di stretta attualità, con gli esodati ancora una volta penalizzati anche dal decreto Cura Italia.

Il Coronavirus causerà, o meglio sta già causando, una crisi economica senza precedenti. Inevitabile che ciò accada, perché oltre all’emergenza sanitaria, ai morti ed agli ammalati, questa terribile pandemia genera una serie di effetti economici che sono terrificanti se si guarda la lungo periodo. Fabbriche chiuse, attività sospese, bar, ristoranti, negozi che non possono stare aperti, persone costrette a restare a casa e così i consumi si riducono e le famiglie sono in sofferenza reddituale.

A poco servono le misure che il governo ha varato, con 600 euro alle attività commerciali chiuse, ai professionisti che non possono ricevere clienti o a lavoratori dei centri balneari che non potranno iniziare a lavorare perché non si sa se davvero ci saranno persone in vacanza quest’anno. Con tutte le cose inevitabilmente positive che il governo ha cercato di fare con il decreto Cura Italia, di cui bisogna riconoscere l’impegno, inevitabile dire che con 600 euro un bar o un ristorante che è costretto a restare chiuso, ci fa ben poco.

Servirà a pagare le quote fisse di luce e gas, che comunque arriveranno da pagare nelle prossime bollette, anche se (ma è impossibile che sia tutto spento) frigoriferi, apparecchiature e macchine sono spente. La crisi è inevitabile e le misure del governo non hanno potuto dare respiro a tutti. Una categoria completamente dimenticata è quella dei pensionati, soprattutto quelli con assegni minimi. E come non pensare agli esodati, di nuovo dimenticati, anche in un momento di crisi così marcata.

Adesso il governo ha dimostrato che i soldi possono essere trovati

La pandemia, il coronavirus, ha inevitabilmente deviato l’attenzione sulle fasce più deboli degli italiani, quelli che prima dell’emergenza sanitaria che ha costretto il governo a chiudere quasi tutto, avevano redditi che adesso sono diminuiti o addirittura scomparsi. Ma c’è una buona fetta di popolazione, che anche prima della crisi sanitaria ed economica dovuta al virus, già faticavano ad arrivare a fine mese e adesso sono davvero alle strette dal punto di vista socio economico.

I sindacati da settimane hanno posto al centro delle loro richieste, la situazione dei pensionati. Tra le categorie più svantaggiate infatti rientrano sicuramente i pensionati , soprattutto quelli che percepiscono assegni minimi. I sindacati da tempo chiedono per questa categoria di pensionati, una riforma profonda. Ma il capitolo pensioni, che sembrava essere l’argomento centrale della discussione politica italiana prima dell’ingresso della Nazione nell’incubo Coronavirus, sembra adesso dimenticato.

Ripetiamo, l’attenzione adesso è tutta destinata alle emergenze economiche dal coronavirus, ma i rappresentanti sindacali dei pensionati, adesso sembra siano tornati alla carica chiedendo interventi. I fondi che mancano, le casse dello Stato che sono misere, la necessità di tagliare i costi della spesa pubblica, i vincoli di bilancio ed il deficit, sono tutte cose che in questi anni i pensionati hanno sentito come scusa al non poter intervenire in materia previdenziale con una riforma che superasse la legge Fornero e che rendesse economicamente più forti i pensionati. Adesso il governo ha deciso di agire in maniera forte, con 25 miliardi solo per il mese di marzo, per tamponare la crisi economica del coronavirus. Ed altrettanto sembra avere intenzione di fare per aprile, magari spendendoci anche di più. Segno che si può operare.

La posizione dei sindacati

Paolo Pedretti, segretario generale della branca della Cgil che riguarda i pensionati, ha chiesto interventi del governo per i titolari di pensioni minime. Si tratta di quei pensionati che hanno pensioni mensili che vanno dai 400 ai 600 euro. Adesso questi pensionati sono ancora più esposti di prima al pericolo di entrare nella povertà assoluta. Una cosa che molti registrano in questi giorni è che i prezzi dei beni di prima necessità continuano a salire e i pensionati con assegni più poveri sono tra i soggetti che in questa fase sono più in difficoltà.

Pedretti ha dichiarato che “Se l’Esecutivo ha varato a marzo aiuti per i liberi professionisti, le famiglie e i lavoratori bloccati a casa, adesso è arrivato il momento di pensare agli esclusi dal decreto, anche i titolari di pensioni minime. Tra l’altro il governo nel suo decreto non ha affrontato il problema degli esodati in Italia, persone che già prima erano prossime alla povertà, che non lavoravano e non avevano pensione.

Occorre ricordare all’esecutivo che esistono persone che già oggi vessano in condizioni precarie e che potrebbero peggiorare nei prossimi anni. Lo ha ribadito Gabriella Stojan, coordinatrice del Comitato 6.000 Esodati Esclusi. Ed è proprio sugli esodati esclusi anche oggi dai provvedimenti del governo dopo anni in cui sono stati trascurati che la Stojan ribadisce le sue richieste.