Autore: G.M

Pensione

13
Mag

Pensioni e contributo di solidarietà, quelle contributive salvate dal taglio

Solo le pensioni retributive sopra 100mila euro saranno tagliate.

A giugno scatta il cosiddetto taglio sulle pensioni d’oro, misura su cui tanto si è speso il Movimento 5 Stelle fin dai tempi della campagna elettorale del marzo 2018 che ha portato i «grillini» al governo insieme alla Lega di Matteo Salvini. Le pensioni sopra i 100mila euro lordi al mese sono quelle che il taglio colpirà a partire da giugno. Un taglio sulla parte eccedente di pensione, con meccanismo a scaglioni e parametrato in base agli importi delle pensioni.

L’Inps ha prodotto la classica circolare che spiega cosa succederà su queste prestazioni previdenziali. Il taglio è sotto forma di contributo fi solidarietà e durerà 5 anni. La Consulta e probabili ricorsi contro la misura hanno spinto il governo a utilizzare il meccanismo del contributo di solidarietà perché un taglio lineare di assegno spesso in passato è stato tacciato di essere contrario si principi costituzionali. Proprio l’Inps nella sua circolare ha messo in luce uno degli.aspetti più controversi e discussi della misura, cioè il fatto che molte pensioni anche se di importo superiore a 100mila euro non verranno toccate.

Chi si salva dal salasso?

Il taglio andrà a incidere solo sulla parte di pensione che supera i 100mila euro e non sull’intero ammontare degli assegni previdenziali. Più alte sono le pensioni e più superano i 100mila euro, più pesante sarà il taglio subito. In pratica, per pensioni da 100mila euro e fino a 130mila, sulle cifre in eccedenza si avrà un contributo di solidarietà del 15%. Si taglierà il 25% sui trattamenti di pensione da 130mila a 200mila e poi il 30% a salire fino a 350mila, il 35% fino a 500mila ed il 40% per quelle ancora superiori. La circolare Inps precisa però che non tutte queste pensioni verranno colpite. In primo luogo quelle provenienti da cumulo.

Esclusi dai tagli anche i trattamenti liquidati con la totalizzazione dei contributi, le pensioni a carico della gestione separata e le pensioni liquidate col vecchio cumulo dei contributi. Escluso dal contributo di solidarietà qualsiasi assegno previdenziale anche se superiore a 100mila euro lordi che è stato liquidato cumulando periodi da svariate casse previdenziali. Il contributo di solidarietà inoltre, nasce per colpire le pensioni liquidate in misura spropositata rispetto ai contributi versati durante la carriera lavorativa del fruitore della pensione.

In pratica, le pensioni liquidate con il sistema retributivo o misto, quello incentrato sulle ultime retribuzioni e non sui contributi versati, un sistema notoriamente più vantaggioso per i pensionati. In pratica, solo le pensioni che hanno almeno una quota di esse che è rientrata nel sistema retributivo sarà oggetto, a partire dal prossimo giugno, dal contributo di solidarietà dovuto. Le pensioni che invece sono state interamente liquidate con il sistema contributivo saranno salvaguardate dal contributo.