Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni e assistenza, il fattore Coronavirus colpisce i conti dell’Inps: rosso per 26 miliardi di euro

Su pensioni e welfare si registrano i primi effetti dovuti alla crisi avviata dal Coronavirus: pesano il DL cura Italia e Rilancio, il Comitato di vigilanza esprime preoccupazione.

L’effetto della crisi economica dettata dalla diffusione di Covid-19 si fa sentire sulle pensioni e sul welfare attraverso i conti dell’ente pubblico di previdenza. A fare il punto della situazione in merito è stato il Consiglio di Vigilanza dell’Inps, che ha approvato negli scorsi giorni il bilancio di assestamento 2020 registrando un esercizio negativo per più di 26 miliardi di euro.

Il peggioramento rispetto all’anno precedenze è evidente, se si considera che quest’ultimo corrisponde a quasi 20 miliardi in meno rispetto a quanto non era stato previsto prima dell’avvento dell’emergenza sanitaria. Le stime erano state effettuate in tempi ordinari, quando ancora non era immaginabile l’avvento dell’epidemia e quindi il conseguente effetto a cascata sui conti dell’ente pubblico previdenziale.

Pensioni e welfare ai tempi del Coronavirus: pesano i minori contributi pagati dai lavoratori

Entrando nel merito della questione, a pesare in particolar modo sui conti dell’Inps è stato il minore gettito contributivo che è stato accertato in conseguenza delle decisioni prese dal governo e in particolar modo della sospensione degli obblighi di versamento. Quest’ultimo provvedimento ha infatti significato minori entrate per l’Inps corrispondenti a quasi 15 miliardi di euro.

Ulteriori 4,1 miliardi sono invece imputabili alla crescita delle prestazioni di welfare che sono state erogate dall’ente durante l’emergenza: si pensi, ad esempio, alla cassa integrazione erogata durante e dopo il lockdown, oltre agli altri provvedimenti di sostegno che sono stati decisi nel corso dell’emergenza ed erogati direttamente dall’Inps in favore di lavoratori, disoccupati e famiglie.

A livello pratico, nei conti appena evidenziati pesano i decreti Cura Italia e Rilancio, mentre non risulta ancora computato l’effetto del DL agosto finalizzato al rifinanziamento della cassa integrazione guadagni. Il peso del decreto sarà comunque inglobato all’interno del nuovo bilancio previsionale in fase di redazione e relativo al 2021.

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L’impatto di Covid-19 sul patrimonio dell’ente pubblico previdenziale

Stante quanto evidenziato finora, è evidente che il minor flusso di cassa avrà delle conseguenze anche all’interno del bilancio patrimoniale dell’Inps, che a fine anno vedrà un peggioramento di 18,5 miliardi di euro rispetto a quanto non era stato inizialmente previsto. A livello globale, nel corso del 2020 le spese sostenute dall’Inps grazie alla fiscalità generale corrisponderanno a 149,1 miliardi di euro.

I costi per le prestazioni mutualizzate saranno invece di 241,4 miliardi di euro, coperte parzialmente da un gettito contributivo pari a 221,2 miliardi. Su questi numeri il Comitato di controllo ha espresso la propria preoccupazione sottolineando le inevitabili conseguenze dovute all’emergenza e ricordando che in prospettiva il buon funzionamento dell’ente resta basato sull’equilibrio tra contributi versati e pensioni o prestazioni assicurate. Un tema che per il Presidente del CIV Guglielmo Loy dovrà essere oggetto di un’attenta analisi sia per quanto concerne i termini normativi che di natura finanziaria.

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