Pensioni e Quota 41: non per tutti, ma ad una determinata età

Una quota 41 particolare è quella che da tempo la Lega propone, soprattutto Claudio Durigon, ma come sarebbe?

Che siano improponibili le nuove quote per le pensioni di cui si parla da giorni, i sindacati lo rimarcano continuamente. Contrari pure quelli della Lega, anche se essendo nel governo, la rigidità di quelli del Carroccio deve essere accompagnata da soluzioni che vadano incontro alle necessità del governo più che dei lavoratori.

Necessità che impongono la riduzione della spesa pubblica previdenziale ed il non prevedere misure previdenziali ad alto costo. La Lega come si sa, tra i tanti cavalli di battaglia che ha da tempo è la quota 41 per tutti. E si ritorna a parlare di quota 41.

Pensioni, la Lega e quota 41 per tutti

Sui cavalli di battaglia della Lega però, nessuno può scommettere che si tradurranno in provvedimenti. Questo è un dato di fatto incontrovertibile dal momento che cavalli di battaglia erano anche il non al Green pass, il non al reddito di cittadinanza e, restando in campo pensionistico, la prosecuzione di quota 100.

Di tutti questi cavalli di battaglia, nessuno è stato portato a compimento. Quota 100 è ormai destinata a chiudere il 31 dicembre 2021, il reddito di cittadinanza resta pienamente operativo e addirittura potenziato nelle dotazioni e il Green pass è effettivo e vessa i lavoratori che non sono d’accordo.

Parlare di fallimento delle politiche della Lega non offenderà nessuno, perché i fatti sono questi. E così che anche la quota 41, pur se diversa da quella tipicamente leghista, difficilmente vedrà la Lega spuntarla.

Pensioni, la Lega isolata al governo come lo è stata su Green pass, Rdc e quota 100

Quando la Lega, insieme al M5S varò la quota 100, si parlava di una sperimentazione triennale che sarebbe proseguita con il varo della famosa quota 41 per tutti. La misura cara a Salvini e ai suoi, cara soprattutto a Claudio Durigon, uno dei padri di quota 100, era un’altra cosa rispetto a quella che adesso torna ad essere proposta al governo in vista della legge di Stabilità.

Ma nonostante sia meno larga, la quota 41 per tutti non è vista bene da Europa, Ocse, tecnici e nemmeno da PD e M5S che sembrano sempre avere ragione nei vari scontri sui provvedimenti nei confronti della Lega. Anche i grillini, che accettarono la quota 100 come pegno per il loro reddito di cittadinanza ai tempi del governo Conte uno, tutto sono tranne che dalla parte della Lega e di questa quota 41.

La quota 41 per tutti ma ad una determinata età

Poche speranze quindi nonostante la nuova versione non sia quella quota 41 per tutti che permetterebbe uscite dal lavoro senza limiti di età a chiunque centri i 41 anni di contributi versati compresi i figurativi. La nuova versione prevede anche un limite di età, perché si partirebbe dai 62 anni.

In pratica, una quota 41 utilizzabile da chi oltre a questi anni di contribuzione versata, chiude anche i 62 anni di età. A vederla così non è neanche male come ipotesi, dal momento che l’età resterebbe la medesima di quota 100, per la quale però bastavano 38 anni di contributi.

Resta il fatto che un 62enne per centrare la quota 41 dovrebbe aver iniziato a lavorare al massimo dai 21 anni di età, anche con carriera discontinua e con contribuzione figurativa all’interno. Una soluzione che potrebbe venire incontro ai precoci, anche se non a quelli che pretendevano la quota 41 per tutti anche prima dei 60 anni di età per chi ha iniziato a lavorare intorno al compimento della maggiore età. Leggi anche: Pensioni: perché opzione donna è sempre meno penalizzante