Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni e Legge di bilancio 2021, Pedretti (Cgil): la rivalutazione è salva

Dalla Cgil arrivano dichiarazioni importanti sulle pensioni nel 2021 e sulla manovra di fine anno: salvate le rivalutazioni degli assegni, per il sindacato non ci sarà un nuovo blocco degli adeguamenti.

Arriva una notizia importante in merito al tema della rivalutazione delle pensioni. Negli scorsi giorni la questione era diventata uno dei temi chiave in merito alla riforma della previdenza e agli interventi tecnici allo studio all’interno della prossima legge di bilancio 2021, che dovrà essere approvata dal parlamento entro e non oltre la fine dell’anno. D’altra parte, la vicenda tocca in modo diretto milioni di pensionati.

In un momento difficile e complesso come quello attuale, dove all’emergenza sanitaria dettata dalla diffusione del coronavirus si aggiunge l’inevitabile crisi economica, molti pensionati avrebbero infatti rischiato di vedersi congelare l’adeguamento all’inflazione del proprio emolumento, con una perdita che di fatto si sarebbe cristallizzata anche per gli anni a venire. Facciamo quindi il punto della situazione con le ultime dichiarazioni rilasciate dal segretario generale Spi - Cgil Ivan Pedretti.

Pensioni e manovra 2021: le parti sociali confermano lo stop al blocco delle rivalutazioni

Stante il quadro appena evidenziato, dalla Cgil si evidenzia che gli assegni verranno correttamente rivalutati in base all’inflazione. “Non ci sarà la proroga del blocco della rivalutazione delle pensioni”, ha spiegato all’interno di un nuovo post sulla propria bacheca facebook il Segretario generale nazionale Spi - Cgil Pedretti. La notizia risultava molto attesa, visti gli inevitabili effetti che si sarebbero concretizzati sugli assegni previdenziali di milioni di pensionati.

Secondo il sindacalista, “dopo le nostre proteste la norma è stata ritirata dal testo della legge di bilancio”. Resta però l’attesa per una conferma definitiva che potrà arrivare solo con la discussione parlamentare della finanziaria 2021. Lo stralcio dalla bozza riguarda la dicitura all’articolo numero 61, dove si leggeva che: “all’articolo 1, comma 477, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 le parole “Per il periodo 2020 2021” sono sostituite dalle seguenti: “Per il periodo 2020 2022” e al comma 478, le parole “Dal 1° gennaio 2022” sono sostituite dalle seguenti: “Dal 1° gennaio 2023”. L’intera dicitura viene quindi ritirata dalla bozza della manovra.

“Siccome siamo persone serie per cantare vittoria dobbiamo aspettare fino all’approvazione della legge in Parlamento”, ha concluso l’esponente della Cgil. “Per cui vigiliamo e facciamo attenzione, che non si sa mai. Però oggi possiamo dire che la nostra voce si è sentita e che al momento abbiamo riparato a un errore clamoroso e all’ennesimo tentativo di mettere le mani nelle tasche dei pensionati. Avanti così”.