Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni di vecchiaia e lavori usuranti: nel 2021 si esce a 66 anni e 7 mesi

Nel 2021 le pensioni per i lavoratori che svolgono attività gravose o usuranti vedono confermare il beneficio di legge, ma servono almeno 30 anni di contributi.

Le pensioni di vecchiaia nel 2021 continueranno a garantire un piccolo sconto sull’età di uscita dal lavoro in favore di coloro che hanno svolto attività gravose o usuranti. Il riferimento normativo va alla legge di bilancio 2018, con la quale è stato previsto uno sgravio di diversi mesi in favore dei lavoratori che hanno svolto le attività gravose e usuranti riconosciute all’interno di un’apposita tabella.

Di fatto, chi rientra nei requisiti di legge può ottenere l’accesso alla pensione di vecchiaia con uno sgravio corrispondente a cinque mensilità. A livello pratico, questo si traduce nell’uscita dal lavoro a partire dai 66 anni e 7 mesi, anziché i 67 anni previsti dalle regole ordinarie della legge Fornero. Il provvedimento coinvolge i 15 profili lavorativi che rientrano nelle categorie caratterizzate da attività gravose, oltre ai lavori usuranti o notturni inseriti in un apposito decreto legislativo risalente al 2011.

Pensione di vecchiaia in anticipo a 66 anni e 7 mesi: i requisiti per poter beneficiare dell’agevolazione

Visto il quadro generale appena delineato, entriamo nel merito del provvedimento. Il beneficio previdenziale è diretto ai lavoratori dipendenti impiegati per almeno 7 anni negli ultimi 10 all’interno delle mansioni gravose e usuranti riconosciute dalla legge. Allo stesso tempo, è necessario aver maturato almeno 30 anni di contribuzione. I richiedenti non devono inoltre aver fruito di altre indennità finalizzate all’accompagnamento alla pensione.

È il caso, ad esempio, dell’APE sociale, rivolta alle stesse tipologie di lavoratori che hanno maturato almeno 63 anni di età e 36 anni di versamenti. Infine, è opportuno evidenziare che sono esclusi dal meccanismo di anticipo i lavoratori autonomi (si pensi al caso di un autotrasportatore che lavora con partita iva e risulta pertanto iscritto alla gestione separata dell’Inps).

Come ottenere lo sconto nell’accesso alla pensione

I lavoratori che possiedono i requisiti di legge appena evidenziati possono accedere al beneficio dell’Inps presentando in via diretta un’apposita domanda. In alternativa, è possibile avvalersi anche dell’assistenza di un patronato, che si occuperà di redarre la pratica e inviarla all’ente pubblico di previdenza per conto del lavoratore.

Tra la documentazione richiesta per accedere in anticipo alla pensione con questa agevolazione il lavoratore dovrà presentare una dichiarazione firmata dal datore di lavoro sull’apposito modulo AP116 o AP117 (quest’ultimo modello è dedicato ai lavoratori domestici).

Nel caso in cui il datore di lavoro non possa rilasciare la dichiarazione, il richiedente può utilizzare una dichiarazione sostitutiva notoria, indicando i periodi di svolgimento delle attività gravose o usuranti. L’Inps si occuperà di effettuare le verifiche del caso e di dare via libera al pensionamento anticipato una volta certificata la presenza dei requisiti di legge.