Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Invalidità

Pensioni di invalidità e aumento a 651 euro: domanda da presentare entro il 30 ottobre, ecco come funziona

Su molte pensioni d’invalidità è atteso un adeguamento che avrà effetto retroattivo, a partire dallo scorso primo agosto 2020, ma solo nel caso in cui si sia in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge.

Arrivano nuovi aggiornamenti in merito alle pensioni d’invalidità civile. La scadenza per la presentazione della domanda di aumento è stata infatti spostata al prossimo 30 ottobre 2020, al fine di dare tempo utile a tutti i soggetti potenzialmente interessati d’inoltrare all’Inps la propria domanda e ricevere così l’incremento deciso dalla Consulta.

Nello scorso mese di giugno i giudici avevano infatti deciso che la cifra normalmente prevista e corrispondente a 285 euro al mese non risultava sufficiente per soddisfare le necessità primarie presenti nella vita quotidiana. Per questo motivo, l’assegno è stato innalzato fino a 651,51 euro per tredici mensilità. La misura di welfare spetta agli invalidi civili totali, ai ciechi civili assoluti e ai sordi a partire dal compimento del 18mo anno di età.

Pensioni di invalidità: come presentare la domanda per ricevere l’aumento

La domanda può essere presentata dal beneficiario oppure tramite un servizio di patronato utilizzando l’apposito servizio disponibile sul sito dell’Inps e chiamato “domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Ecocert, APE sociale e beneficio precoci”. Avanzando una specifica richiesta verrà riconosciuta la maggiorazione a 651,51 euro, la quale decorrerà dallo scorso primo agosto 2020.

Nel momento in cui si inoltra la propria domanda, è importante evidenziare all’interno del campo “note” la “richiesta di riconoscimento della maggiorazione con decorrenza dal 1° agosto 2020”. La maturazione del diritto è strettamente connessa con i requisiti reddituali, senza i quali non è possibile avere il via libera alla propria domanda.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni e assistenza, il fattore Coronavirus colpisce i conti dell’Inps: rosso per 26 miliardi di euro

I limiti reddituali da considerare per richiedere il beneficio

Dal punto di vista dei limiti previsti dalla legge, è opportuno considerare che il potenziale beneficiario non coniugato deve avere redditi non superiori a 8469,63 euro (ovvero l’importo massimo per 13 mensilità). Se invece risulta coniugato, la cifra sale a 14447,42 euro.

Non concorrono al calcolo appena evidenziato la casa di abitazione, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento, i trattamenti di famiglia e gli indennizzi per le complicanze di tipo irreversibili a causa delle trasfusioni o vaccinazioni obbligatorie.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni anticipate e Quota 101: i lavoratori tornano a chiedere flessibilità dai 62 anni