Autore: Stefano Calicchio

Ammortizzatori sociali - INPS - Pensione

8
Lug

Pensioni di cittadinanza, ecco la novità tanto attesa: pagamento anche in contanti

Sulla pensione di cittadinanza arriva una novità attesa da tempo da molti richiedenti. L’assegno potrà essere pagato anche in contanti presso il proprio ufficio postale o bancario di riferimento. Per molti la misura di welfare avrà valenza integrativa.

Arriva un importante aggiornamento in merito alle pensioni di cittadinanza, l’assegno di welfare nato assieme al reddito di cittadinanza e che di fatto funziona da integrazione per molti pensionati che percepiscono un assegno basso. Finora le modalità di ricezione dell’integrazione restavano le stesse per tutte le tipologie di assegno, pertanto l’importo mensile doveva necessariamente passare per l’acquisizione della carta di cittadinanza emessa da Poste Italiane.

Solo a quel punto il percettore della pensione di cittadinanza poteva a tutti gli effetti trasformare parzialmente l’integrazione al reddito in contanti, utilizzando la tessera di cittadinanza per effettuare un prelievo di importo contenuto presso un bancomat. Grazie ai nuovi chiarimenti in arrivo dall’Inps emerge invece che ora l’integrazione potrà essere prelevata integralmente in contanti.

Le ultime indicazioni sulla pensione di cittadinanza indicate nella nuova comunicazione Inps

Ad evidenziare le ultime novità in merito al pagamento delle pensioni di cittadinanza è stata la stessa Inps, attraverso la circolare numero 100 del 2019. All’interno del testo si parla in modo esteso del contributo che viene riconosciuto alle famiglie composte da persone in età avanzata che vivono situazioni di disagio o di difficoltà economiche. In particolare, si fa riferimento agli effetti della conversione del DL 4/2019.

Con le ultime modifiche, questa tipologia di integrazione al reddito tende a differenziarsi sempre più rispetto ai tradizionali assegni di cittadinanza, assomigliando così sempre ad una forma di welfare assistenziale. L’importo potrà infatti essere pagato anche interamente in cash, senza obblighi di spesa particolari e nella massima libertà.

La misura resta infatti destinata ai nuclei familiari composti da persone con più di 67 anni di età e per i quali non sussiste quindi alcun obbligo dal punto di vista del reinserimento lavorativo. Con le ultime modifiche si aggiungono poi anche gli eventuali under 67 con grave disabilità o condizione di non autosufficienza. Non serve in ogni caso sottoscrivere il Patto per il lavoro necessario per il reddito di cittadinanza, mentre non vi sono particolari vincoli (e quindi successivi controlli) nemmeno per quanto concerne le tipologie di spese effettuate dai percettori.