Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Opzione donna

27
Feb 2020

Pensioni, dal Cods il richiamo al DEF e al riconoscimento delle istanze delle donne

Dal Comitato Opzione Donna Social si fa il punto della situazione sulle pensioni flessibili e si richiama al riconoscimento del gender gap. Novità importanti in arrivo anche sulle ricongiunzioni.

Arrivano importanti dichiarazioni in merito al riconoscimento del lavoro di cura ed alla necessità di un profondo intervento per la riduzione del gender gap, mentre dai sindacati si attendono risposte concrete sulla riforma delle pensioni e la flessibilità in uscita dal lavoro nel prossimo confronto programmato per il 13 marzo 2020 con il governo. Nel frattempo emergono nuovi aggiornamenti anche rispetto al delicato tema delle ricongiunzioni con la gestione separata dell’Inps.

Armiliato (CODS): il “10 aprile la deadline per la presentazione del DEF”

Dal Comitato Opzione Donna Social si torna a fare il punto della situazione in merito alla riforma del sistema previdenziale ed alle istanze portate avanti in favore delle donne. La fondatrice Orietta Armiliato ha ricordato che “il prossimo tavolo tra Governo e Sindacati sarà apparecchiato venerdì 13 Marzo” mentre “il calendario dei lavori governativi appena aggiornato riporta quella del prossimo 10 Aprile come deadline per la presentazione della prima versione del nuovo Documento Programmatico di Economia e Finanza (DEF)”.

La scadenza risulta importante perché all’interno del documento verranno evidenziate tanto le misure decise dal governo in merito alla flessibilità previdenziale quanto i relativi stanziamenti economici di sostegno. La fondatrice del CODS ricorda quindi che “le misure rientreranno nella Legge di Bilancio 2021, dopodiché seguirà il dibattito parlamentare che si chiuderà entro il 27 Settembre, data entro la quale dovrà essere redatta la NaDEF (ovvero la nota di aggiornamento al Def che sarà sottoposta al parere UE). Tutto ciò per poi proseguire ed arrivare alla legge di bilancio, che vedrà il suo compimento entro la metà del mese di Dicembre”.

In tal senso, appare quindi più che mai urgente lavorare per riconoscere alle donne la valorizzazione del lavoro di cura e per tutti gli altri interventi di riduzione del gender gap, un fenomeno che ancora oggi caratterizza tanto il contesto lavorativo quanto quello previdenziale, per le donne di oggi e di domani.

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Ghiselli (Cgil): “risposte concrete il prossimo 13 marzo”

“Salvini fa finta di non sapere che la Legge Fornero è tuttora in vigore e non è stata per nulla intaccata da Quota 100, misura a termine che cesserà nel 2021”. Lo afferma in un post pubblico risalente allo scorso 23 febbraio il Segretario Confederale della Cgil Roberto Ghiselli, replicando alle recenti dichiarazioni rilasciate sul tema della riforma previdenziale da parte del leader della Lega.

Secondo quanto riportato dal sindacalista, “il problema quindi non è quello di non tornare alla Legge Fornero, ma semmai quello di una riforma che superi veramente l’attuale sistema previdenziale favorendo la flessibilità in uscita e dando risposte a giovani, donne, lavori gravosi, precoci e esodati”.

In tal senso, il modo in cui proseguirà il confronto in essere tra esecutivo e piattaforma unitaria risulterà determinante, visto “quello che il sindacato sta chiedendo anche a questo Governo, dal quale attende risposte concrete ad iniziare dal prossimo incontro previsto il 13 marzo”.

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Tridico (Inps) interviene sulle ricongiunzioni ed il problema della gestione separata

Dal Presidente dell’Inps sono arrivate nelle scorse ore alcune interessanti osservazioni riguardanti le mancate ricongiunzioni con la gestione separata, un problema che continua a permanere all’interno del contesto previdenziale ed anche rispetto a differenti casse professionali.

A tal proposito, Pasquale Tridico ha confermato durante il proprio intervento davanti alla Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale la presenza di “una sentenza che non permette la ricongiunzione tra le casse e la gestione separata”. Questo perché “per la gestione separata, per definizione, vige il regime contributivo, ed in essa non potrebbe entrare una valorizzazione secondo i principi retributivi di un’altra cassa”.

Oltre a ciò, “c’è anche una nota del Ministero del Lavoro del 26 maggio 2006 che dice che la possibilità di ricongiunzione in Gestione separata è stata esclusa, soprattutto dal Legislatore”. Pertanto, secondo Tridico ”su questa base noi continuiamo a non operare la ricongiunzione da Cassa verso la Gestione separata, perché è escluso dall’impostazione del Legislatore precedente”.