Pensioni: dal 2022 a 63 anni anche macellai, bidelli e maestre delle elementari

Superare quota 100 utilizzando l’Ape sociale ed estendendo la platea dei beneficiari, ormai è questa la strada tracciata per la legge di Bilancio

Molto presto il governo sarà chiamato a presentare la nuova manovra finanziaria. E nella legge di Bilancio come sempre, sarà presente un pacchetto pensioni. Nessuna riforma del sistema però potrà essere fatta. Tempi ristretti e vincoli di bilancio e spesa pubblica, impongono prudenza.

E così al posto di Quota 100, che il 31 dicembre cesserà la sua fase sperimentale andando in soffitta, verrà probabilmente prorogata l’Ape sociale, in scadenza anch’essa a fine anno. Ma la sua proroga dovrebbe contenere anche un’estensione della platea dei beneficiari, visto che in questi anni di funzionamento, sono stati meno di 5.000 i lavoratori che ne hanno tratto beneficio.

Il potenziamento della misura sarà davvero profondo, perché come scrivono su “Repubblica”, da 15 attività di lavoro gravoso oggi previste, si passerà ad oltre 50. Parliamo dei gruppi di lavoratori che svolgono mansioni che secondo i legislatori dovrebbero essere favoriti in termini di pensionamento.

La platea dei potenziali beneficiari dell’Ape si allarga

Fermo restando che l’Ape sociale sarà appannaggio ancora di disoccupati privi di ammortizzatori da tre mesi, di invalidi sopra il 74% di disabilità e di soggetti che assistono da almeno 6 mesi parenti disabili gravi, è sui lavori gravosi che il governo dovrebbe produrre le novità.

L’Ape sociale è stato introdotto dagli ultimi governi PD. Ed il governo Gentiloni introdusse una commissione ad hoc che doveva avere il compito di studiare quali attività dovevano essere considerate troppo logoranti per consentire un’uscita anticipata dal lavoro.

Una commissione che ha continuato a lavorare anche con il nuovo Ministro del Lavoro Andrea Orlando e che adesso ha prodotto un documento con tutte le nuove attività gravose che vorrebbe inserire nella platea degli aventi diritto all’Ape sociale.

Autisti e conducenti di tram, insegnanti delle elementari, portantini, forestali, magazzinieri, bidelli e macellai, ma anche riparatori di motori di aerei, verniciatori industriali, panettieri, pasticceri, commessi e cassieri, addetti alle attività poligrafiche, valigiai, trivellatori di pozzi petroliferi, benzinai, meccanici, falegnami, tassisti, venditori a domicilio, operatori di impianti di riciclo rifiuti, saldatori e fonditori. Sarebbero loro le categorie di lavoratori che potrebbero usufruire dell’Ape sociale.

Scendono anche i contribuiti?

Sostituire una misura come Quota 100 è piuttosto complicato e se lo strumento individuato è l’Ape sociale, occorre andare a rivedere più di qualche cosa, oltre ad aumentare la platea dei potenziali beneficiari. Infatti la Quota 100 è per tutti i lavoratori che completano per lo meno 62 anni di età con 38 anni di contributi versati. L’Ape invece ha platea limitata. Inoltre, l’Ape sociale è un assegno di accompagnamento alla pensione di vecchiaia, che va richiesta lo stesso a 67 anni quando.

L’Ape non è reversibile a causa di decesso del beneficiario, non prevede tredicesima, maggiorazioni e assegni familiari. E se l’argomento da allargare è il lavoro gravoso, si potrebbe abbassare la soglia a 30 anni di contributi da versare, almeno per categorie come gli edili, che tra problematiche climatiche e contratti che spesso sono collegati ai cantieri, difficilmente offrono la possibilità di completare i 36 anni di contribuzione oggi previsti.