Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Ammortizzatori sociali

Pensioni, da quota 102 alla proroga di opzione donna e ape sociale: le aspettative e i commenti dei lavoratori

Sulle pensioni flessibili si moltiplicano le ipotesi. Le ultime indiscrezioni di stampa parlano di quota 102, ma i lavoratori chiedono una vera flessibilità in uscita per tutti.

Con l’avvio delle discussioni sulla nuova legge di bilancio si moltiplicano le ipotesi di riforma riguardanti il settore delle pensioni, un comparto che da sempre resta al centro del dibattito pubblico per i riverberi che eventuali interventi possono avere nella vita dei cittadini. Il nodo centrale resta sempre l’allentamento della rigidità di accesso all’Inps dovuta ai criteri decisi con l’ormai lontana legge Fornero.

Non è un caso se negli scorsi giorni si sono moltiplicate le indiscrezioni di stampa in relazione alle nuove ipotesi d’intervento. L’ultima opzione emersa sui giornali è quella di un’eventuale pensione anticipata tramite quota 102, portando quindi l’età prevista attualmente per la quota 100 da 62 a 64 anni. Un intervento che dovrebbe continuare a garantire la flessibilità per l’accesso alla quiescenza, ma che andrebbe certamente a limitare le possibilità rispetto alla situazione attuale.

Pensioni anticipate, i commenti dei lavoratori in merito alla quota 102

Da parte nostra continuiamo a mantenere in essere uno stretto confronto con i lavoratori attraverso la pagina Facebook “Riforma pensioni e lavoro”, grazie alla quale possiamo leggere i commenti relativi alle ultime ipotesi di riforma della previdenza. In merito alla proposta della quota 102 Antonio spiega ad esempio che “aumentando l’età a 64 anni si rischia di creare una situazione più penalizzante della Fornero”, riferendosi in particolare alla situazione vissuta da molti lavoratori precoci con diversi decenni di versamenti alle proprie spalle.

Per casi come questi, i lavoratori chiedono quindi l’estensione della quota 41 a tutta la platea dei contribuenti senza ulteriori vincoli o penalizzazioni. Carmela evidenzia invece la necessità di garantire una “pensione a 62 anni per tutti in base ai contributi versati” perché con una contribuzione media di 20-25 anni “arrivare a 67 anni, specialmente per noi donne, è massacrante”.

C’è poi chi si concentra sull’importo dei futuri assegni e sui rischi del ricalcolo contributivo puro, come nel caso di Andrea. “Puoi fare quota 100 o qualsiasi altra opzione e va benissimo, ma il problema adesso (e dopo ancor di più) è l’importo della pensione o il metodo di calcolo. Già col misto le pensioni si riducono di credo un 15 - 20 per cento e col contributivo pieno? Auguri a tutti, con uno stipendio credo di 1500 - 1600 euro, che adesso non è poco, arriverai a prendere di pensione sui 1000 euro”.

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Riforma pensioni: oggi il nuovo confronto tra governo e sindacati sugli interventi da inserire in LdB2021

Mentre i lavoratori si interrogano, prosegue il confronto tra governo e sindacati in merito agli interventi da attuare sul sistema previdenziale. Nella giornata di oggi le parti tornano a incontrarsi per affrontare i temi più urgenti, come l’estensione dell’opzione donna e dell’APE sociale, ma anche l’insediamento della commissione sui lavori usuranti e l’avvio di un meccanismo più efficiente per il ricambio generazionale.

Per gli interventi di lungo termine bisognerà invece attendere il prossimo incontro del 25 settembre 2020, tenendo però a mente che la portata dei provvedimenti rendono improbabile un loro inserimento all’interno della prossima legge di bilancio. Anche perché la nuova flessibilità andrà fatta coincidere con la scadenza della sperimentazione sulla quota 100, in funzione fino al 31 dicembre del 2021.

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