Autore: Guido Michelini

Pensione

Pensioni: cosa sono i contributi volontari e quanto costano

I contributi volontari, a cosa servono, quanto costano e come si usano.

Un lavoratore durante la sua carriera lavorativa, in continuità di assunzione viene coperto dalla contribuzione perché naturalmente è iscritto all’Inps. È durante i periodi di non assunzione che il lavoratore si trova scoperto di contribuzione. Questo a meno che in tali periodi lo stesso lavoratore non sia coperto da indennità di disoccupazione Inps e quindi da contribuzione figurativa.

Quando il lavoratore termina la sua carriera, spesso si trova a dover fare i conti con un montante contributivo non sufficiente per accedere ad alcune misure previdenziali o con una pensione più bassa di quella che avrebbe immaginato. Ed è in questa fattispecie di situazione che si collocano i contributi volontari, che è lo strumento adatto a completare una carriera lavorativa a cui manca qualche anno di versamenti per poter accedere alla pensione o per renderla dignitosa.
Ma come si fa a versare i contributi volontari e quanto costano sono domande a cui occorre dare una risposta ben precisa affinché gli interessati possano valutare i reali benefici e i costi da sostenere.

Contribuzione volontaria, come funziona l’istituto

Quando si parla di contribuzione volontaria occorre calcolare tutto alla perfezione, perché bisogna capire chi può effettuarli, quanto costano e che tipo di utilità possono avere sulla pensione futura.

I contributi volontari in genere si versano in un periodo successivo rispetto al termine dell’attività lavorativa, proprio perché in quella fase il lavoratore ha davanti a sé il quadro completo del montante dei contributi.

E in questo momento, se il lavoratore desidera rendere utili ai fini pensionistici i periodi in cui non svolge alcuna attività e non ha copertura figurativa, può comunque farlo, grazie ai contributi volontari. I contributi volontari altro non sono che versamenti volontari da parte del lavoratore, ma che devono essere autorizzati. Serve il via libera a questi versamenti da parte dell’Inps quindi.

Inoltre, non tutti i lavoratori possono versare i contributi volontari. Infatti sono necessari specifici requisiti che però possono variare in base alla provenienza del lavoratore, cioè in base al fondo previdenziale in cui ha versato i contributi. Inoltre per poter essere autorizzati dall’Inps occorre anche avere una determinata anzianità di iscrizione.

Il costo dei versamenti volontari a carico del lavoratore

Prima di approfondire l’argomento costi dei contributi volontari, occorre dire che questo genere di versamento previdenziale è utile tanto al diritto della pensione che all’importo della stessa.

Contribuzione quindi valida a 360°, anche a integrazione di periodi coperti in maniera ridotta, o per importo dei contributi (basti pensare a contribuzione per periodi di lavoro a orario ridotto) o per periodi di copertura (meno di 52 settimane annue di versamenti).

Versare contributi volontari comunque non è una cosa facile perché sono piuttosto esosi. I contributi volontari vanno versati ogni tre mesi e per un lavoratore dipendente con stipendio intorno ai 2.000 euro al mese occorre versare più o meno 750/800 euro per ogni mese di contribuzione (2.400 euro circa a trimestre).

Le regole di calcolo comunque variano in base alla tipologia del richiedente. Si utilizza una particolare formula per il calcolo dell’importo dei contributi volontari per i lavoratori che presentano domanda. La retribuzione di riferimento nel caso di lavoratori dipendenti o il redditi di riferimento vanno moltiplicati per una aliquota prestabilita dalla gestione a cui è iscritto i lavoratore ed a cui è necessario inoltrare domanda di autorizzazione.

Il corrispettivo da versare non può scendere sotto quello prestabilito per gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dipendenti. Tale regola non presenta distinzioni in quanto vale anche per i lavoratori autonomi.

La retribuzione di riferimento per il calcolo di quanto dovuto è quella dei 12 mesi precedenti la domanda di prosecuzione volontaria. Per gli autonomi invece il reddito di riferimento è degli ultimi tre anni prima della domanda. Per i lavoratori dipendenti l’aliquota è del 33% che significa 6.600 euro di contributi volontari per chi ha una retribuzione di 20.000 euro nei 12 mesi precedenti (550 euro per un mese di contribuzione, 1.650 euro a trimestre da versare).

Per i dipendenti iscritti presso il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti si applica l’aliquota del 27,87% agli autorizzati alla prosecuzione volontaria con decorrenza anteriore al 31 dicembre 1995. Rimanendo nel campo dei lavoratori dipendenti, aliquote differenti sono previste per i lavoratori agricoli, lavoratori domestici e per i lavoratori subordinati iscritti presso gestioni diverse dal Fpld.

Per gli autonomi la classe di reddito da attribuire a ciascun lavoratore è quella il cui reddito medio è pari o inferiore alla media dei redditi assoggettati a contribuzione negli ultimi 3 anni di lavoro. L’aliquota in questo caso varia in base a delle classi di reddito, in base alla categoria di appartenenza, commercianti, artigiani e così via, ed in base all’età del lavoratore, under 21 o over.

Richiesta autorizzazione versamenti volontari

Se il richiedente è un lavoratore dipendente, per poter versare i contributi volontari, deve prima essere autorizzato dall’Inps. L’istanza va inoltrata telematicamente, o tramite i patronati o usando le proprie credenziali di accesso ai servizi telematici Inps, con Pin Inps, Spid, Cns e Cie.

Per poter ottenere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari è necessario che il richiedente rispetti determinate condizioni.

Servono nello specifico almeno 5 anni di contributi o 3 anni di contribuzione nei 5 anni che precedono la data di presentazione della domanda di autorizzazione (senza calcolare i contributi figurativi). Non possono chiedere la prosecuzione volontaria gli iscritti a gestioni diverse dall’Inps o da chi è già pensionato.

Per artigiani e commercianti la richiesta può essere presentata a condizione che nei 5 anni che precedono la domanda ci siano almeno 3 anni di contributi versati, anche discontinui.

L’autorizzazione alla prosecuzione volontaria nella gestione separata è possibile quando l’iscritto può far valere almeno un anno di contribuzione negli ultimi cinque anni o 5 anni complessivi di contribuzione, tutto con esclusivo riferimento alla sola contribuzione versata nella gestione Separata stessa.

L’autorizzazione non decade e non ha scadenza. Chi è autorizzato non perde il diritto mai, nemmeno se non ha mai iniziati a versare. Anche nel caso di sospensione dei versamenti, il lavoratore ha il diritto di riprendere a pagare in qualsiasi momento. Solo bel caso in cui si riprende una attività lavorativa i contributi volontari non possono essere versati nonostante si è stati autorizzati. Tale blocco decade nel momento in cui l’attività lavorativa viene interrotta. In questi casi si può riprendere immediatamente il versamento dei volontari.