Autore: Guido Michelini

Pensione

Pensioni contributive, quali sono e cosa richiedono

Da opzione donna alla pensione contributiva a 64 anni, molte le vie di uscita con il sistema contributivo.

Per pensioni contributive si indicano tutte quelle misure di pensionamento che non prevedono un calcolo della pensione diverso da quello introdotto dal governo Dini dal 1996. Man mano che passano gli anni, sono sempre meno i lavoratori che godono dei vantaggi del calcolo misto delle pensioni. Difatti ben presto resteranno attivi al lavoro solo i contributivi puri, soggetti che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. Oggi sono però diverse le misure che prevedono esclusivamente unricalcolo contributivo delle pensioni. Vediamo nel dettaglio quali sono, cosa richiedono e come funzionano.

Le pensioni contributive oggi, quali sono?

In pensione a 64 anni con la pensione anticipata contributiva, o con soli 5 anni di contributi co. La vecchiaia contributiva. Sono due delle misure di pensionamento contributivo oggi vigenti. Ma poi c’è anche il regime sperimentale donne, con la cosiddetta opzione donna, con uscita dai 58 anni per le lavoratrici dipendenti settore privato. Ma ci sono anche la pensione in regine di totalizzazione o quella in computo, anche queste, misure che prevedono il ricalcolo contributivo della pensione.

Pensioni contributive meno favorevoli

Una cosa che accomuna tutte le misure che prevedono il calcolo contributivo della pensione è senza dubbio l’importo meno favorevole della pensione rispetto al tradizionale calcolo retributivo. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti, la pensione calcolata con il contributivo è meno elevata rispetto a quella calcolata con il sistema retributivo, che ricordiamo, è quel metodo di calcolo basato sugli ultimi stipendi e redditi del lavoratore.

Quello contributivo invece è sistema incentrato sui versamenti di contributi accreditati al lavoratore e sull’età pensionabile dello stesso.

Vantaggi del sistema contributivo

Se il discorso verte sugli importi delle pensioni, evidente che il sistema contributivo risulterà essere ampiamente meno favorevole di quello retributivo o misto. Ed essendo ad opzione, cioè a libera scelta del lavoratore, la maggior parte di queste misure contributive, la convenienza a sfruttare queste misure può apparire non proponibile.

Per alcuni lavoratori la pensione contributiva può risultare più conveniente. In primo luogo come età di uscita dal lavoro, perché si tratta di misure che prevedono uscite anticipate dal mondo del lavoro.

E poi, per quei lavoratori che a fine carriera hanno un calo di reddito dovuto al passaggio al part-time per esempio, il calcolo contributivo può essere un vantaggio per i motivi diametralmente opposti a quelli prima citati. Infatti abbassandosi le retribuzioni, si abbassa la quota retributiva di pensione e quindi scegliere l’intero ricalcolo contributivo non produce danni esagerati sul calcolo della pensione.

Pensioni contributive e uscita agevolata, opzione donna una di queste

L’opzione donna o regime sperimentale donna è il tipico esempio di pensione contributiva. La misura è accessibile dalle lavoratrici dipendenti che abbiano compiuto almeno 58 anni di età e dalle lavoratrici autonome che abbiano compiuto almeno 59 anni di età.

La misura è sperimentale, valida fino al 31 dicembre 2020 e probabilmente rinnovata fino al 31 dicembre 2021 nel prossimo pacchetto pensioni della legge di Bilancio. La data entro cui centrare l’età pensionabile attualmente è quella del 31 dicembre 2019, così come nella ipotetica proroga, l’età pensionabile andrà raggiunta entro il 31 dicembre 2020.

Alle stesse date occorre aver centrato pure almeno 35 anni di contributi previdenziali versati.
Fino al 31 dicembre prossimo quindi, pensionamento possibile per le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato che abbiano compiuto almeno 58 anni al 31 dicembre 2019, ovvero, le lavoratrici nate entro il 31 dicembre 1961 che devono avere inoltre 35 anni di contribuzione effettiva versata sempre al 31 dicembre 2019.

Possono accedere ad opzione donna ance le lavoratrici autonome o con contribuzione mista nate entro il 31 dicembre 1960, e che abbiano maturato 35 anni di contribuzione effettiva il 31 dicembre 2019. Per opzione donna c’è una finestra mobile di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome, cioè decorrenza delle pensioni posticipata rispettivamente di un anno e di un anno e mezzo. Anche per chi ha contribuzione versata nel sistema misto, dovrà accettare il ricalcolo completamente contributivo della pensione.

Pensione con totalizzazione e calcolo contributivo

Per chi decide di usare l’istituto della totalizzazione per sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse è possibile ottenere una tipologia particolare di pensione di vecchiaia o di anzianità, entrambe pensioni contributive.

La prima è la pensione di vecchiaia, per la quale in regime di totalizzazione servono fino a tutto il 2022 66 anni di età e non meno di 20 anni di contributi. Anche un questo caso, pensione calcolata interamente col sistema contributivo e finestra mobile di decorrenza di 18 mesi.

Per la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, sono necessari 41 anni di contributi, e nessun limite di età fino al 31 dicembre 2022. Pensione calcolata col sistema contributivo e inoltre, decorrenza posticipata di 21 mesi.

Naturalmente la pensione contributiva si applica a tutti i lavoratori con carriera iniziata dopo il 31 dicembre 1995. Si chiamano contributivi puri proprio perché hanno una anzianità successiva all’entrata in vigore del sistema contributivo.

Per questi soggetti, la pensione di vecchiaia ordinaria, che naturalmente verrà calcolata interamente con il sistema contributivo (non poteva essere diversamente per quanto detto in precedenza), si centra fino al 31 dicembre 2022, con 67 anni di età e
con un minimo di 20 anni di contributi, ma a condizione che il trattamento mensile, cioè la pensione assegnata, sia almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale (689,75 euro per l’anno 2020.

Chi non ha i requisiti pera pensione di vecchiaia ordinaria, può virare per la pensione di vecchiaia contributiva per la quale, fino al 31 dicembre 2022, soni necessari 71 anni di età e solo 5 anni si contributi versati.

Tra le pensioni contributive c’è anche un trattamento anticipato che prende il nome di pensione anticipata contributiva.
La pensione anticipata contributiva, anche se si chiama così, è collegata all’età pensionabile. Infatti servono 64 anni di età e 20 anni di contributi. Requisiti anche in questo caso validi fino al 31 dicembre 2022. Per centrare la pensione anticipata contributiva,
la pensione mensile non può essere inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale (1.287,52 euro per l’anno 2020).

Opzione contributiva Dini, come funziona?

L’opzione contributiva Dini è una misura facoltativa per i lavoratori che rispettano determinate condizioni. L’opzione consiste nella possibilità, per i lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria o presso i fondi sostitutivi ed esclusivi della stessa, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, di optare per il ricalcolo della pensione col sistema contributivo.

Per poter avere accesso all’opzione occorre non aver maturato 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995. Poi, occorre avere almeno un anno di contributi sempre al 31 dicembre 1995, avere almeno 15 anni di contribuzione totali, di cui almeno 5 successivi al 31 dicembre 1995.

Un discorso a parte quando si parla di pensioni contributive va fatto per il computo presso la gestione Separata.

Si tratta della facoltà di far confluire presso questa gestione i contributi da lavoro dipendente e autonomo accreditati presso differenti casse previdenziali, ad esclusione delle gestioni di categoria dei liberi professionisti. Una volta raggruppati nella gestione Separata, i versamenti sono trasformati in pensione attraverso il calcolo esclusivamente contributivo, proprio come i contributi versati direttamente alla gestione Separata.

Requisiti per la pensione in computo nella gestione Separata sono gli stessi di quelli previsti per la prima citata opzione Dini.
Tramite il computo, è possibile ottenere anche le pensioni contributive agevolate, cioè la pensione anticipata a 64 anni di età e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.