Pensioni, con il covid cancellati il 16% in più degli assegni per decesso

Pensioni, con il covid cancellati il 16% in più degli assegni per decesso

L’effetto del coronavirus sulle pensioni porta a un forte incremento della cancellazione degli assegni per via dei decessi. Il dato cresce più del 16% rispetto all’anno precedente.

La grave crisi dettata dal coronavirus si fa sentire sulle pensioni. In un nostro recente articolo abbiamo approfondito le conseguenze dettate dalla crisi economica sull’entità dei futuri assegni, con perdite che potranno arrivare a toccare le 100 euro. Ma la pandemia ha colpito anche le erogazioni attualmente in corso, portando a una vera e propria impennata delle cessazioni per decesso.

Al momento l’Istat non ha ancora diffuso i dati sull’incremento della mortalità per via del Covid-19. Ma i dati in arrivo dall’Inps fanno emergere la gravità della crisi che purtroppo ha caratterizzato il 2020 (e che sembra destinata a proseguire anche nella prima parte dell’anno). L’aumento dei decessi ha infatti comportato una crescita a doppia cifra del dato sulle cessazioni per mortalità delle pensioni a carico dell’ente pubblico di previdenza.

Gli ultimi dati Inps sulle pensioni: cessati oltre 862mila emolumenti previdenziali

Dal punto di vista operativo, il dato da tenere presente per fare il punto della situazione è quello relativo alle pensioni cessate per decesso nel corso del 2020. Quest’ultime sono corrisposte a 862838 unità, con un aumento di 121687 cessazioni rispetto all’anno precedente. Tradotto in punti percentuali, la cifra corrisponde a un incremento del 16,1%. Bisogna evidenziare anche che il computo racchiude tutte le tipologie di prestazioni erogate dall’Inps.

Rientrano quindi non solo le pensioni ordinarie e anticipate, ma anche quelle sociali (non coperte da effettiva contribuzione). Sono invece escluse le rendite erogate per invalidità civile. Anche il bilancio tra nuove prestazioni erogate e cessazioni risulta negativo. Un dato che non si registrava da molti anni.

Pensioni perse per Covid: dati provvisori, ma il peso del coronavirus è innegabile

Stante la situazione, appare innegabile che l’impatto del coronavirus sia destinato a essere importante per quanto concerne il numero di cessazioni. Resta il fatto che la crisi pandemica ha imposto per l’Istituto un importante sforzo dal punto di vista assistenziale. Negli ultimi giorni di gennaio si erano riaccesi i riflettori per via di un possibile buco da 16 miliardi di euro nei conti dell’ente.

Un rosso di bilancio che non risulta strettamente legato all’erogazione delle pensioni, quanto all’importante ruolo assistenziale che l’ente pubblico di previdenza ha giocato durante le fasi più concitate della crisi da coronavirus. A garantire la tenuta del sistema previdenziale e assistenziale ci sarà comunque il trasferimento di risorse pubbliche, ma resta innegabile l’impatto della situazione e il forte stress test a cui è stata sottoposta l’Inps in questi mesi.