Autore: B.A

Pensione - INPS

Pensioni: come fare a farsi aumentare la pensione minima

Numerose le somme aggiuntive che possono essere percepite dai pensionati che rispettano determinati requisiti.

Come si fa a far aumentare il proprio assegno previdenziale troppo basso? Una domanda comune alla stragrande maggioranza dei pensionati, cioè da quelli che percepiscono assegni di pensione sotto la pensione minima. Ecco una breve e sintetica guida per capire come poter far crescere il proprio trattamento previdenziale.

La pensione minima, ecco cos’è e come ci si arriva

Con pensione minima l’Inps intende l’integrazione della pensione al trattamento minimo che ogni anno viene previsto e fissato proprio dall’Istituto. La pensione minima pertanto non è una pensione di importo basso come i più credono, ma è un’integrazione che l’Inps riconosce ai pensionati, quando il loro assegno risulta essere di importo piuttosto basso rispetto ai limiti che lo stesso Istituto prevede come trattamento minimo vitale.

L’integrazione al trattamento minimo, questo il termine giusto con cui viene chiamata quella che a tutti gli effetti è una prestazione economica che l’Inps riconosce a chi ha una pensione molto bassa, cioè al di sotto di 515,58 euro, che rappresenta la soglia del minimo vitale per il 2020. Il trattamento minimo è soggetto annualmente a rivalutazione, cosa che per esempio tra 2019 e 2020 ha prodotto un aumento dello 0,5% che ha portato l’importo del tratta minimo da 513,01 euro ai 615,58 euro prima citati. In parole povere, l’ammontare complessivo del trattamento minimo anno 2020 è pari a 6.702,54 euro, dal momento che si calcola su 13 mensilità.

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Come ottenere la pensione integrata al minimo

Non è difficile capire come una pensione viene integrata al trattamento minimo Inps. Una pensione integrata al minimo è una pensione che viene portata a 515,58 euro grazie appunto all’integrazione della propria pensione spettante con la somma aggiuntiva. In altri termini, quando una pensione è di importo inferiore a 515,58 euro, l’integrazione al trattamento minimo è pari alla differenza tra 515,58 euro e l’importo della propria pensione.

Per ottenere la pensione minima occorre rispettare alcune determinate condizioni. L’integrazione al minimo spetta solo sugli assegni previdenziali, perché in nessun caso una pensione assistenziale, come l’assegno sociale, l’assegno di invalidità e così via, possono essere integrate al trattamento minimo. Detto questo, il trattamento minimo può essere concesso ai beneficiari di pensioni dirette quali la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata liquidate dall’Ago, dai fondi esclusivi e sostitutivi della stessa e dai fondi speciali per i lavoratori autonomi.

Integrazione al minimo anche per le pensioni ai superstiti e pure per le lavoratrici che escono con opzione donna. Quest’ultimo caso è un unicum, perché la pensione in regime di opzione donna è calcolata con il metodo contributivo e il trattamento minimo non si applica a pensioni liquidate con tale sistema di calcolo.

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Trattamento minimo, requisiti reddituali

Per ottenere il trattamento minimo della pensione, il pensionato single ne ha diritto se il suo reddito annuale non supera i 6.702,54 euro. L’integrazione spetta anche per chi ha redditi superiori, ma entro 13.405,08 euro. In questo caso l’integrazione al trattamento minimo è concessa in misura ridotta. Per i coniugati i limiti di reddito salgono anche se per l’integrazione vera e propria si considerano solo i redditi singoli del pensionato.