Autore: B.A

Pensione

20
Lug 2020

Pensioni: chi sono i beneficiari pensione raddoppiata

Platea di beneficiari che otterranno il raddoppio della pensione.

Riforma pensioni si, riforma pensioni no, la UE che ci ammonisce, i paesi frugali che chiedono parsimonia sui fondi del Recovery Plan, a partire da una riduzione della spesa previdenziale. Il tema previdenziale è sempre di attualità. La notizia positiva è che alcune prestazioni verranno raddoppiate dall’INPS. Questo è quanto hanno sancito gli ermellini della Suprema Corte Costituzionale. I giudici costituzionalisti hanno definito incostituzionale l’importo della pensione di invalidità e pertanto hanno di fatto obbligato il governo ad aumentarne gli importi. Ma occorre fare chiarezza, perché non tutti i pensionati di questa particolare sfera di contribuenti, potranno ottenere l’adeguamento della pensione a quanto deciso dalla Consulta.

La guida a chi otterrà il doppio della pensione.

Da tempo ormai l’argomento più interessante in materia previdenziale è la platea di beneficiari che potrà, per così dire, festeggiare il raddoppio della pensione. Il provvedimento dovrebbe riguardare le pensioni d’invalidità, ma non tutte e non solo quelle. Per questo occorre approfondire il tutto, perché il provvedimento riguarda si le pensioni di chi ha una invalidità accertata, ma anche i casi di pensione con integrazione al minimo, che saranno adeguate a quanto stabilisce annualmente l’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale italiano.

Le pensioni di invalidità civile, per le quali sono state stanziate le risorse nel Decreto Rilancio del governo Conte bis, in virtù di quanto stabilito dalla Consulta, arriveranno ad un importo di 515,07 euro al mese. Questo importo o altro non è che l’integrazione al trattamento minimo, in vigore per l’anno 2020.

Si tratta dell’importo a cui vengono portate le pensioni basse e che annualmente vengono adeguate, o meglio, rivalutate al tasso di inflazione. E sarà proprio a questa soglia che adesso alcune pensioni di invalidità civile verranno portate. E come ampiamente detto, si tratta di una situazione che scaturisce da una sentenza della Corte Costituzionale.

Cosa succede adesso alle pensioni di invalidità

La Corte Costituzionale ha sentenziato l’incremento delle pensioni per gli invalidi civili che da adesso non dovranno attendere il compimento dei 60 anni d’età. In pratica, gli ermellini della Consulta, hanno definito incostituzionale ciò che l’Inps erogava come assegno, cioè meno di 260 euro al mese, una cifra «insufficiente a garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita», come testualmente si legge nella sentenza.

La Corte Costituzionale ha accolto la richiesta della corte di Appello di Torino giudicando dunque troppo esegui gli importi di queste prestazioni previdenziali. L’aumento riguarderà però solo gli invalidi civili totali maggiorenni con redditi inferiori o pari a 6.713,98 euro. Qualunque lavoratore quindi, che incassa un assegno ordinario di invalidità al di sotto dei 515,07 euro, potrà adesso, dopo anni di attesa, ottenere l’integrazione al minimo, senza dubbio un atto di equità sociale molto importante per persone prive della capacità lavorativa.