Autore: Stefano Calicchio

Pensione

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Gen

Pensioni casalinghe: anche nel 2020 è possibile uscire dai 57 anni, ma non per tutti

Nel nuovo anno si confermano i criteri di funzionamento della pensione casalinghe. Ecco come funziona questo fondo nel 2020 ed a che età eroga il primo assegno.

Anche nel corso del 2020 continua a restare in funzione il cosiddetto “fondo casalinghe”, pensato dall’Inps per garantire un assegno previdenziale a coloro che svolgono lavori di cura e attività domestiche senza retribuzione all’interno del proprio nucleo familiare. Al fine di offrire una tutela a queste tipologie di persone, l’Istituto pubblico di previdenza ha costituito un apposito fondo che mira a riconoscere dal punto di vista previdenziale tale tipo di attività e che in alcuni casi consente la maturazione di un assegno già a partire dai 57 anni di età.

Rispetto a tale eventualità, molto dipenderà però da quando si comincia a versare e dall’importo dei contributi effettivamente accantonati nel corso del tempo, visto che esistono alcuni vincoli legati al futuro importo dell’assegno. Vediamo insieme tutti i dettagli e quali tipo di tutele è possibile ottenere.

Pensioni casalinghe 2020: che cos’è e come funziona

Partiamo evidenziando che cos’è il fondo casalinghe e attraverso quali meccanismi funziona. Come già anticipato, si tratta di uno strumento pensato per tutte le persone (donne o uomini) che prestano gratuitamente attività di assistenza e di cura nella propria casa. Iscrivendosi quest’ultime possono quindi trovare una copertura previdenziale quando viene generalmente esclusa, ottenendo così un assegno mensile in età avanzata.

Nel 2020 non sono previste modifiche nei requisiti di iscrizione. Possono quindi iscriversi uomini e donne che hanno un’età compresa tra i 16 ed i 67 anni e che svolgono al contempo attività di assistenza e di cura in famiglia senza retribuzione o vincoli di subordinazione.

Al fine di maturare il diritto alla contribuzione, gli interessati non devono risultare titolari di una pensione diretta e non devono percepire un reddito da lavoro dipendente o autonomo. Nella pratica, non dovranno risultare altri versamenti all’Inps oppure ad una cassa previdenziale equivalente legata ad un ordine professionale.

Come fare domanda di accesso al fondo casalinghe

Tenendo presenti i requisiti appena evidenziati, è possibile inoltrare la propria domanda attraverso i canali tradizionali e telematici di accesso all’Inps. Il richiedente può quindi procedere accedendo direttamente ai servizi online dell’Inps disponendo del proprio codice PIN. In alternativa può procedere attraverso il contact center, oppure recandosi presso le sedi fisiche dell’Inps.

Una ulteriore alternativa consiste nell’avvalersi dei servizi del proprio patronato di fiducia, che provvederà a compilare la pratica e ad inviarla per conto del richiedente. L’Inps verifica la documentazione inviata e la presenza dei requisiti di accesso, dando esito di rifiuto o accoglimento. In quest’ultimo caso invia anche i bollettini postali che dovranno servire per effettuare il pagamento dei contributi mensili.

Il richiedente ha l’obbligo contestuale di iscriversi anche all’INAIL. Risultano obbligati a procedere in tal senso tutti coloro che hanno maturato dai 16 ai 67 anni di età e che svolgono gratuitamente (ma in via esclusiva e non occasionale) lavori domestici per la cura della casa e della famiglia.

Quanti contributi è necessario versare per la pensione casalinghe 2020

In merito agli oneri contributivi da assolvere per poter maturare l’assegno pensionistico, bisogna innanzitutto premettere che il contribuente può decidere liberamente quale importo versare. Le regole del fondo casalinghe hanno però previsto un contributo minimo mensile corrispondente ad almeno 24 euro. Questo dato è importante soprattutto per la certificazione dell’anzianità di versamento.

Infatti, i contributi minimi da versare per potersi veder riconosciuto un anno di versamenti corrispondono a 288 euro. Se si versa una cifra minore l’Istituto pubblico di previdenza procede a dividere l’importo per ottenere il numero effettivo di mensilità. Così, ad esempio, 144 euro danno diritto all’accredito di 6 mesi di versamenti.

Dal punto di vista operativo, l’Inps fornisce i bollettini di versamento direttamente al contribuente. Resta comunque sempre possibile procedere alla stampa di ulteriori documenti scaricandoli dalla propria area riservata. I versamenti risultano inoltre deducibili in sede di dichiarazione dei redditi anche per i familiari a carico.

Pensioni casalinghe: il primo assegno già a partire dai 57 anni, ma solo con alcune condizioni

Veniamo infine alle prestazioni erogate dal fondo casalinghe. Quest’ultimo prevede due diverse tipologie di prestazioni. La prima è la pensione anticipata, garantita a partire dal 57mo anno di età purché siano presenti almeno 5 anni (60 mesi di versamenti). Allo stesso tempo, l’importo dell’assegno deve risultare uguale o superiore ad 1,2 volte l’assegno sociale.

Diversamente, è possibile comunque maturare in qualsiasi caso l’assegno di vecchiaia a partire dai 67 anni di età. In questo caso la maturazione dell’emolumento è garantita indipendentemente dall’importo effettivamente corrisposto. Per queste prestazioni bisogna però tenere presente che non è riconosciuta la reversibilità ai superstiti.

Una ulteriore prestazione è infine la pensione di invalidità, che spetta qualora l’iscritto diventi permanentemente impossibilitato allo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa. In questo caso non vi sono quindi limiti di età, stante che l’unico vincolo corrisponde all’effettivo versamento di almeno 5 anni di contributi presso il fondo casalinghe.

Il confronto tra fondo casalinghe e fondo pensione

Arrivati a questo punto in molti potrebbero domandarsi se il fondo casalinghe risulti effettivamente conveniente. Dare una risposta universale appare difficile, perché le valutazioni devono essere fatte considerando la singola situazione personale di ogni contribuente. Il fondo casalinghe ha il vantaggio di erogare una pensione pubblica e di garantirla già a partire dai 57 anni di età, ma per raggiungere tale soglia i versamenti devono essere ingenti visto il calcolo interamente contributivo.

Un fondo pensione funziona sulla base degli stessi meccanismi e alla maturazione dell’età di pensionamento garantisce la possibilità di scegliere tra diverse opzioni di rendita (aggiungendo quindi l’opzione della reversibilità). Oltre a ciò, una parte del montante può essere restituito anche sotto forma di capitale. Infine, la deducibilità risulta identica in entrambi i casi.

Nel complesso, in ottica di lungo periodo può risultare interessante iscriversi ad entrambe le possibilità, versando il contributo minimo mensile nel fondo casalinghe (corrispondente a 24 euro) e procedendo con gli eventuali versamenti aggiuntivi nel proprio fondo pensione. In questo modo, sarà possibile maturare anzianità di contribuzione in entrambe le opzioni e si potrà scegliere nel tempo quale soluzione privilegiare man mano che si avvicina la maturazione dell’età di quiescenza. Il tutto con un onere complessivo che risulta comunque contenuto rispetto al peso dei versamenti che normalmente gravano sulle attività lavorative dipendenti o autonome.