Autore: B.A

Pensione

Pensioni, autunno caldo, senza soldi un pensionato su tre

Allarme pensioni a seguito del crollo del PIL italiano, le pensioni minime non basteranno più.

Il 33% dei pensionati che incassano pensioni minime deve iniziare a preoccuparsi. Un autentico allarme è quello che proviene da una proiezione della Uecoop, l’Unione europea delle cooperative. Un pensionato su tre in autunno rischia di restare senza soldi. Questo l’esito di uno studio di Uecoop che trae origine dai dati di Bankitalia sul crollo del Prodotto interno lordo italiano. L’allarme è ampiamente trattato dal sito «investireoggi.it» che si riferisce a ciò che è uscito in occasione di un convegno di Coldiretti Puglia sulle pensioni.

Pensioni minime, in autunno molti resteranno a secco

In autunno quindi, un pensionato su tre resterà senza risparmi, perché avrà eroso tutto. Infatti la grave situazione economica per il Covid, ha peggiorato una già precaria situazione per i pensionati con assegni bassi. Le pensioni minime, mai come oggi, non bastano per arrivare a fine mese.

E per questo che i pensionati da mesi stanno mettendo mano ai risparmi che presto finiranno, lasciandoli soli con la loro povera e insufficiente pensione. Questo ciò che emerge dalla proiezione di Uecoop. La Coldiretti parla di un trend che non cessa di essere allarmante. Il ritmo con cui i pensionati attingono alle loro riserve per andare avanti è incessante. E così un pensionato su tre sarà senza un soldo da parte il prossimo autunno.

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Pensioni sotto i 515 euro sono insufficienti

L’analisi che come dicevamo è stata affrontata dalla Coldiretti parte dalla Puglia, ma riguarda tutto lo stivale. Lo ha spiegato bene il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia. “In Puglia sono circa 210 mila pensionati dei lavoro autonomo, di cui 63 mila coltivatori diretti, 73 mila artigiani ed altrettanti commercianti e con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo che non superano i 515 euro al mese e che stanno vivendo un momento di grande difficoltà", questo ciò che ha detto Muraglia.

Il presidente di Coldiretti ha allargato il campo dell’analisi alle problematiche di cui sono oggetto gli anziani e i pensionati delle aree rurali. “Secondo i dati dell’analisi territoriale dell’Istat sui trattamenti pensionistici, esiste una disparità di trattamenti nelle aree rurali alla quale si aggiunge la carenza di servizi sociali che rende più complessa la vita degli anziani”, questo ciò che sottolinea Muraglia secondo cui bisognerebbe intervenire eliminando ogni forma residua di discriminazione tra autonomi e dipendenti, implementare e ottimizzare i servizi di welfare per gli anziani e sostenere le famiglie che accolgono disabili o anziani in casa.

Il problema pensioni minime è enorme e scavalca i confini del semplice pensionato. Infatti in Puglia come nel resto della penisola, emerge il fatto che più di una famiglia su tre conferma di vivere anche grazie all’aiuto dei nonni e della loro pensione, che come detto, adesso non basta nemmeno per i loro fabbisogni singoli. Purtroppo la fase è altamente delicata, con l’emergenza economica che è stata prodotta dall’emergenza sanitaria del coronavirus, che ha complicato e non poco il quadro.

Secondo la Coldiretti infatti, “nei primi 6 mesi del 2020 sono cresciuti di un milione i nuovi poveri che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati e che hanno bisogno di aiuto per mangiare“. A queste persone senza soldi, adesso nel prossimo autunno rischiano di aggiungersi milioni di pensionati, che come detto rappresentavano fino a pochi mesi fa, la scialuppa di salvataggio di m olte famiglie.