Autore: B.A

Pensioni anticipate quota 100: nel Def addio anticipato alla misura nel 2021

Per via dell’emergenza coronavirus, la misura di pensionamento anticipato potrebbe venire interrotta prima del previsto, mentre c’è chi parla di possibili difficoltà a pagare le pensioni nei prossimi mesi.

Quello che era un argomento centrale della discussione politica fino a qualche mese fa, cioè le pensioni, adesso sono passate inevitabilmente in secondo piano. Adesso l’argomento principale è inevitabilmente il coronavirus e la crisi economica dal virus scaturita. Ma pensioni ed emergenza economica non sono due materie distanti tra loro, anzi, probabilmente si incastrano tra loro, a scapito però delle pensioni. L’emergenza economica che nella storia trova un paragone come potenza, solo a quella successiva alla seconda Guerra Mondiale, potrebbe portare a scegliere di sacrificare qualcosa.

Gli italiani a questo tipo di politiche sono purtroppo, tristemente abituati. Nessuno dimentica ciò che successe durante la crisi economica del 2011, quando la Fornero in lacrime varò il decreto Salva Italia, con sacrifici chiesti ai pensionati ed ai pensionandi. Una cosa certa è che quando c’è bisogno di soldi, cioè quando lo Stato ha necessità di rastrellare fondi, le pensioni sono uno dei settori dove questa azione è più facile. E adesso l’Italia ha tremendamente bisogno di fondi, per rilanciare l’economia che rischia di uscire a pezzi dall’emergenza coronavirus, in misura ben più pesante rispetto al 2011.

E qualche lacrima di commozione la si è vista pure stavolta, con il Premier Giuseppe Conte commosso durante un suo discorso alla nazione. Le lacrime di chi governa però sono un triste presagio, se ci si ricorda di quelle della Fornero del 2011. Per questo già si parla di ennesimi potenziali sacrifici che verranno chiesti agli italiani, pensionati in prima fila. Sul sito di informazione previdenziale “lapensionepertutti.it”, si parla di tagli di spesa previdenziale, e la quota 100 potrebbe chiudere i battenti già a fine 2020.

Niente quota 100 nel 2021

La quota 100 è una misura che ha fatto discutere fin dal giorno del suo varo, ma che allo stesso tempo ha permesso a una nutrita schiera di lavoratori, di anticipare il proprio pensionamento. Una misura voluta dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle nel primo governo Conte, che è riuscita a rimanere indenne nella scorsa manovra di Bilancio, nonostante nel nuovo governo Conte, quello con Pd, Italia Viva e Leu insieme ai grillino. Eppure molti volevano cancellare subito quota 100, perché troppo costosa per le casse dello Stato.

Alla fine si decise di lasciare la misura in vigore e senza ritocchi fino alla sua originaria scadenza del 31 dicembre 2021. La quota 100 è misura vista male anche dalla UE, che ordina sempre di ridurre la spesa pubblica, soprattutto quella previdenziale. Ieri si è svolto il Consiglio Europeo in cui si è deciso di iniziare a varare una misura di aiuto agli Stati Membri, che graverà sul Bilancio della UE. La misura si chiama Recovery Found e dovrebbe essere un aiuto agli Stati della UE, con spese da dividere tra i 27 Stati Membri. Almeno questo è quanto si è capito, dal momento che molti media ieri sera parlavano di successo della linea del nostro Premier Conte.

Mes o non Mes, Eurobond o Cornabond, o adesso Recovery Found, una cosa appare certa. Chiedere aiuti alla UE significherà dover limitare la spesa pubblica. Su questo si può parlare di tutto e del contrario di tutto, di condizionalità o meno, ma ricevere aiuti su base europea, non sarà indolore. Impossibile ipotizzare che l’Europa dell’Austerity di colpo diventi di manica larga, dando aiuti e lasciando liberi gli Stati di spendere ed a volte di sperperare. Ecco perché già si parla di dover rinunciare ad una misura su cui molti lavoratori contano, cioè su quota 100.

Ci saranno sicuramente lavoratori che avevano programmato di lasciare il lavoro nel 2021 con quota 100. Potrebbero dover rinunciare a questo progetto, perchè come dicevamo, nel Documento di Economia e Finanza, potrebbe essere prevista la cancellazione di quota 100 al 31 dicembre 2020, cioè un anno prima. Con quello scalone di cui tanto si parlava alla fine del 2019, che potrebbe manifestarsi subito. Senza quota 100, il 62enne che pensava di lasciare il lavoro nel 2021, dovrà attendere il 2026, ben 5 anni.

Problemi previdenziali notevoli

In vista del Def, il documento di economia e finanza che fa da apripista alla legge di Bilancio e che prevede ciò che il governo dovrebbe attuare nel 2021, potrebbe tornare di moda l’idea di abolire il pensionamento anticipato. Così oltre che far vedere alla UE di essere in linea con i suoi diktat, si potrebbero liberare risorse preziose per uscire dalla crisi economica di oggi. Naturalmente se parliamo di possibile addio a quota 100, appare impensabile qualsiasi altro ragionamento su quota 102, o ancora di più su quota 41 per i precoci.

Ragionamenti che slitteranno a tempi migliori, perché ipotizzare una riforma delle pensioni nella prossima legge di Bilancio è molto di più di un semplice esercizio azzardato. E quanto trapela da indiscrezioni vicine al governo, la situazione previdenziale per l’Italia non è rosea. Addirittura sembra che se non si attiverà il Mes, si potrebbe manifestare in Italia il rischio che tra qualche mese non ci siano più nemmeno i soldi per pagare le pensioni.

Lo ha detto un esponente del M5S, almeno così sembra, perché sul web gira un audio di questo parlamentare che ha paventato questo tremendo scenario. Ma attivare il Mes significa dover stare alle condizioni della UE, e così torniamo al discorso di prima, cioè del taglio della spesa pubblica, pensioni in testa. Un circolo vizioso, un rebus difficile da decifrare che però sembra portare sempre alla solita chiusura, con i pensionati che rischiano di diventare di nuovo il bancomat dello Stato.