Autore: G.M

Pensione - Governo - Movimento 5 Stelle - PD

8
Set

Pensioni anticipate, quota 100 e quota 41, cosa potrebbe accadere adesso?

Quota 100 non si tocca, anzi si, va ritoccata! Ecco gli scenari che si aprono col nuovo esecutivo.

Probabilmente sarà uno dei punti più discussi della legge di Bilancio e un probabile campo di prova della stabilità del nuovo governo Conte che tra lunedì e martedì dovrebbe ottenere la fiducia delle due Camere. Parliamo di pensioni, soprattutto di quota 100, con la sua pensione a 62 anni con 38 di contributi che soprattutto la Lega, nel precedente governo ha voluto fortemente.

Se una cosa appare chiara quando si pensa al governo appena formatosi tra M5S e Pd è senza dubbio il fatto che abbia un rapporto meno conflittuale con Bruxelles. Cosa c’entra la Ue con quota 100? La misura è stata subito oggetto di appunti da parte dei vertici europei. Quota 100 è stata osteggiata da Bruxelles che a Salvini e Di Maio lo scorso anno di questi tempi, chiedeva misure che non aumentassero la spesa pubblica.

Quota 100 invece, essendo una pensione anticipata prevedeva un aumento della spesa previdenziale. Ipotizzare interventi di questo tipo sulle pensioni nella prossima manovra appare esercizio azzardato. Piuttosto si ipotizza un restyling di quota 100, vuoi per destinare risorse ad altri capitoli della manovra e vuoi per andare incontro agli immancabili diktat europei che sicuramente arriveranno e che, non essendoci più Salvini, avranno interlocutori più accondiscendenti nel governo italiano. Che fine farà quota 100 allora? Vediamo le ultime indiscrezioni che trapelano e cosa potrebbe accadere.

Quota 100 non si tocca

Ieri vanno registrate le parole di Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Fraccaro è l’uomo che il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio ha messo a Palazzo Chigi dopo che si era deciso di varare un esecutivo che non prevedesse vice premier. Ieri Fraccaro al Corriere della Sera ha confermato come quota 100 (con il reddito di cittadinanza), non si toccano.

Un chiaro messaggio ai nuovi alleati del Pd ed alle voci di ritocchi alle misure cartello del precedente esecutivo, corrette nel segno della discontinuità dal governo giallo-verde. Una presa di posizione di Fraccaro arrivata anche come risposta alle dichiarazioni dei Ministri Pd che hanno parlato di Tav e di concessioni Autostrade come provvedimenti che seguiranno la linea Dem piuttosto che quella grillina.

Quota 41 addio

Quota 100 secondo i dati Inps ha avuto un appeal importante in termini di domande ricevute ma in misura inferiore rispetto agli stanziamenti in manovra del precedente esecutivo. Occorre ricordare che la misura è nata come sperimentale e con una durata di 3 anni. Il governo Lega-M5S ha messo nella sua manovra di Bilancio coperture per tutti e tre gli anni e già dopo il primo anno ci sono ingenti risparmi rispetto alle previsioni di spesa (sono andati in pensione con quota 100 il 30% in meno di quanto se ne prevedevano).

In pratica, non occorrerà alcuna destinazione di danaro nella legge di Bilancio del neo nato governo per lasciare viva la misura. Ma la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’IVA, il taglio del cuneo fiscale, la rimodulazione delle aliquote Irpef e le altre urgenze, oltre che i diktat europei, potrebbero essere motivo di ritocco anche su quota 100.

I soldi stanziati dal primo esecutivo Conte per quota 100 potrebbero servire per altro. Ecco pertanto che le ipotesi su interventi su quota 100 non appaiono impossibili, anzi, esattamente il contrario. Le ipotesi in campo restano due, perché la cancellazione improvvisa della misura non è fattibile per evidenze oggettive. Cancellare o riformare con effetto immediato misure pensionistiche di punto in bianco, come largamente dimostrato dalla riforma Fornero, lascia gravi problemi nel sistema. Alla memoria torna la questione esodati. Una situazione che potrebbe ripetersi se con un colpo di spugna si cancellasse quota 100. È probabile infatti che molti lavoratori abbiano già stretto accordi con i datori di lavoro per lasciare con quota 100 nei prossimi due anni, soprattutto il prossimo.

Questi lavoratori rischierebbero di trovarsi esattamente alla stregua degli esodati Fornero, cioè senza lavoro e senza pensioni.
Ecco che le ipotesi che escono sono sostanzialmente due. La prima potrebbe portare ad una riduzione da tre a due anni di sperimentazione. In pratica, la misura anziché essere attiva fino al 31 dicembre 2021, terminerebbe a fine 2020. Lasciarla in vita fino a tutto l’anno venturo addolcirebbe la pillola spostando di un anno le inevitabili problematiche e polemiche che ne seguirebbero.

La seconda via invece prevede un restyling della misura dal punto di vista dei requisiti e quindi della platea di aventi diritto. Si potrebbero aprire due scenari, il passaggio da 62 a 64 anni come età minima pensionabile con la misura, oppure portare da 38 a 39 anni la soglia dei contributi minimi. Naturalmente il progetto di riforma di Salvini ad oggi è morto e sepolto. La quota 100 per la Lega avrebbe anticipato la nascita di quota 41. In pratica, al termine del triennio di sperimentazione di quota 100, la misura sarebbe stata sostituita da quota 41 per tutti, una vera e nuova pensione di anzianità.