Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS - Ammortizzatori sociali - Quota 100

Pensioni anticipate, per Landini (Cgil): serve superare definitivamente la legge Fornero

L’obiettivo di un cambio di passo nelle regole di accesso alla pensione resta prioritario per il Segretario generale della Cgil. Il tema riproposto nell’incontro di ieri tra governo e sindacati.

Dopo il nuovo tavolo tra governo e sindacati emerge chiaramente la richiesta di un cambio di rotta rispetto alle regole di accesso alla pensione attualmente disponibili. Ad esprimere il concetto è il Segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine del confronto con la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, durante il quale si è parlato dell’avvio di una profonda e duratura riforma del sistema previdenziale italiano.

Secondo quanto dichiarato dal sindacalista, la riapertura del tavolo è risultata un passaggio importante per il comparto, avviando così un percorso di dialogo che proseguirà anche con i prossimi incontri fissati rispettivamente per i prossimi 8 e 16 settembre 2020. Rispetto alla questione generale, Landini ha poi evidenziato che risulta essenziale superare “definitivamente la legge Fornero”.

Riforma pensioni, verso un sistema caratterizzato da maggiore equità

L’esponente della Cgil ha quindi proseguito le proprie dichiarazioni evidenziando l’obiettivo di risultati concreti nel breve termine, oltre alla creazione di un sistema di accesso alla pensione che possa essere caratterizzato da maggiore equità una volta che sarà terminata la sperimentazione relativa alle uscite anticipate tramite alla quota 100.

Il provvedimento è in scadenza al termine del 2021 e consente il pensionamento anticipato con almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti. Oltre a un meccanismo in grado di evitare il conseguente scalone, il nuovo sistema dovrà puntare anche alla valorizzazione delle donne e del lavoro di cura e a una maggiore considerazione per quei lavoratori che hanno una carriera discontinua o che svolgono attività gravose o usuranti.

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La pensione per i lavoratori precoci e l’assegno di garanzia

Vi è poi la questione dei lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che attendono di poter accedere all’Inps nonostante decenni di versamenti. Ma per Landini serve anche intervenire sulla promozione della “previdenza complementare”, oltre che sull’introduzione di “una pensione contributiva di garanzia”.

Per quanto riguarda le questioni più urgenti, serve rispondere all’emergenza sociale provocata dal Coronavirus garantendo con rapidità tutele a chi vive situazioni di difficoltà. In questo senso, è necessario “garantire un’uscita anticipata allargando alcuni requisiti legati all’Ape sociale e ai precoci, a chi è disoccupato, invalido o a chi svolge lavori particolarmente esposti al virus”.

Infine, è in corso di valutazione un provvedimento di accompagnamento alla quiescenza pensato per i lavoratori che si trovano di fronte a crisi o ristrutturazioni aziendali, con l’obiettivo di consentire al contempo il turn over attraverso il contestuale inserimento dei giovani. Mentre resta da risolvere anche la questione dei lavoratori esodati e l’istituzione delle Commissioni tecniche relative alla separazione tra previdenza e assistenza e al riconoscimento dei lavori gravosi.

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