Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni anticipate opzione donna: le lavoratrici chiedono una misura strutturale

Si concretizza nuovamente la prospettiva di una proroga delle pensioni anticipate tramite opzione donna per un solo anno: ecco i commenti delle lavoratrici riguardo la prospettiva del rinnovo con una scadenza a breve termine.

Dopo aver raccolto, nella giornata di ieri, le rivendicazioni in arrivo dal Comitato Opzione Donna Social si sono moltiplicati i commenti delle lavoratrici in merito alle prospettive di proroga dell’OD all’interno della prossima legge di bilancio 2021. Nella pagina facebook “riforma pensioni e lavoro” sono infatti arrivate decine di segnalazione con le quali si chiede di approvare in senso strutturale la misura, tenendo conto anche delle limitazioni e penalizzazioni che la caratterizzano.

L’opzione donna permette infatti di ottenere l’accesso all’Inps a partire dai 58 anni di età (59 anni per chi possiede nella propria storia contributiva versamenti da lavoro autonomo) insieme ad almeno 35 anni di anzianità lavorativa, accettando però il pesante ricalcolo interamente contributivo dell’assegno e in contemporanea una finestra di attesa di 12 mesi (che si estende a 18 mesi per le autonome).

Il provvedimento in fase di preparazione all’interno della nuova manovra dovrebbe garantire la proroga di un ulteriore anno della misura, consentendo quindi l’accesso alle nate nel 1962 (per le autonome la classe di riferimento è il 1961). Le lavoratrici chiedono però di evitare la pratica del rinnovo di anno in anno, permettendo loro di programmare al meglio l’uscita dal lavoro e quindi la propria vecchiaia.

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Riforma pensioni e opzione donna: serve poter programmare la propria vecchiaia

Rispetto alla situazione appena evidenziata, i commenti che ci hanno lasciato le lavoratrici e i lavoratori nelle ultime ore non lasciano adito a dubbi. Secondo Sonia “è giusto quanto detto dalle donne, stufe di attendere il proprio turno con una immensa incognita. La faranno quest’anno, non la faranno?” chiede la lavoratrice, mentre altri ricordano che non molto tempo fa “si andava in pensione giustamente con 35 anni di lavoro” e “quasi con lo stesso importo dello stipendio, mentre adesso con il contributivo si perde fino al 30%”.

Non mancano le proposte per ripensare i criteri di accesso all’Inps. Maria chiede di consentire l’accesso alla pensione anticipata a tutte le donne “a partire da 60 anni e con 30 anni di contributi e basta… siamo troppo stanche”, mentre Sabino ricorda che “è assolutamente incredibile per le persone non poter programmare la propria vita… e risulta altamente discriminante la differenza di trattamento tra lavoratrici autonome e dipendenti, specialmente in questo momento di pandemia dove l’autonomo non gode di nessun tipo di ammortizzatore sociale”.

Le lavoratrici ricordano infine che l’opzione donna presenta già diverse penalizzazioni (ricalcolo contributivo e finestra d’attesa), tali da portare alla richiesta di pensionamento solo nel caso in cui si verifichi una situazione di disagio sociale o di necessità. Anche per questo risulta fondamentale poter contare sull’accesso alla pensione tramite OD senza il vincolo di proroghe che si susseguono di anno in anno e a breve scadenza.

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