Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate, oggi 14 ottobre l’incontro tra governo e sindacati su APE sociale, quota 41 e opzione donna

Sulle pensioni flessibili ha luogo nella giornata di oggi 14/10 un nuovo confronto tra Ministero del lavoro e parti sociali: l’attesa sulle opzioni da inserire in legge di bilancio 2021.

Le pensioni anticipate tornano al centro di un nuovo confronto tra governo e sindacati, mentre sullo sfondo stringono i tempi in relazione all’approvazione della legge di bilancio 2021. La finanziaria dovrà inglobare la conferma delle misure di accesso flessibile all’Inps in scadenza entro la fine dell’anno, ma al centro della discussione ci saranno anche altre tematiche collegate (come nel caso della previdenza integrativa).

Tra le misure più urgenti c’è da evitare la chiusura dell’APE sociale, che consente l’uscita anticipata dal posto di lavoro a partire dai 63 anni di età e con almeno 20 anni di versamenti per le categorie di lavoratori in situazione di disagio indicate dal legislatore (disoccupati, disabili, caregiver e persone che hanno svolto le attività gravose o usuranti riconosciute). Secondo le ultime indiscrezioni, quest’ultime potrebbero allargarsi anche in favore di coloro che presentano rischi di salute per via dell’emergenza sanitaria e della diffusione del Coronavirus.

Ma tra i provvedimenti in attesa di una nuova conferma c’è anche l’opzione donna, che con la nuova manovra dovrebbe vedere l’arrivo di una nuova proroga della durata di almeno un anno. L’opzione consente alle lavoratrici di ottenere l’accesso alla pensione a partire dai 58 anni (59 anni se autonome) con almeno 35 anni di versamenti, accettando la penalizzazione del ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

Riforma pensioni, le prese di posizione dei sindacati in merito al nuovo confronto

Rispetto al quadro appena evidenziato, nella giornata di ieri sono arrivate nuove dichiarazioni da parte del Segretario confederale della UIL Domenico Proietti, il quale ha detto di attendersi dall’incontro la possibilità di “entrare nel dettaglio delle misure previdenziali da inserire all’interno della prossima legge di bilancio”.

Tra queste, “la proroga dell’APE sociale, eliminando alcune criticità” che hanno posto delle limitazioni all’accesso alla pensione anticipata nel corso degli ultimi anni, ma anche la quota 41 per i lavoratori che hanno effettuato corrispondenti anni di versamenti. Risulta inoltre necessario “definire la proroga di opzione donna con i criteri originali”.

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Pensioni e welfare: le altre misure chieste dalle parti sociali

Rispetto al tema della previdenza non sono mancate poi ulteriori richieste da parte dei sindacati, che prima dell’incontro hanno domandato d’intervenire sull’equiparazione del lavoro part time verticale a quello di tipo orizzontale dal punto di vista della valorizzazione dei contributi versati.

Infine, si è chiesto di sostenere la ripartenza della staffetta generazionale e di agire sulla previdenza complementare. Per quest’ultima, i sindacati domandano da tempo l’avvio di un nuovo semestre d’iscrizioni basate sul principio del silenzio - assenso, al fine di favorire l’accesso al pilastro pensionistico privato. Ma non si possono dimenticare nemmeno le richieste di maggiori tutele per chi è già in pensione, con l’estensione della quattordicesima mensilità anche per gli assegni che arrivano a 1500 euro. Su queste tematiche i sindacati chiedono all’esecutivo di dare, durante il nuovo incontro di oggi, risposte concrete e coerenti.

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