Autore: Giacomo Mazzarella

Pensione

4
Ago

Pensioni anticipate: nati nel 1958 e 1959 occorre centrare il requisito contributivo nel prossimo biennio

Si potrà lasciare il lavoro solo se si chiuderà il requisito dei contributi tra 2020 e 2021

Il 2019 è il primo anno in cui ha iniziato a funzionare la quota 100. Una misura di pensione anticipata che consente l’uscita dal lavoro quando si maturano 38 anni di contribuzione. Oltre ai contributi occorre raggiungere una età minima prestabilita.

Servono almeno 62 anni di età. La misura è sperimentale, valida per un triennio e secondo le idee del governo, quota 100 sarà l’anticamera della quota 41 per tutti che dovrebbe essere emanata entro la fine della legislatura e che sostituirà anche la quota 100.

Evidente che ci sia una platea di potenziali aventi diritto alla quota 100 che potranno sfruttare la misura nei prossimi anni persona che potenzialmente, la misura stessa scompaia dai radar del sistema previdenziale. Nello specifico, per i nati nel 1958 e nel 1959, cioè quelli che compiranno i 62 anni di età nel 2020 e nel 2021 il prossimo biennio sarà un’occasione da sfruttare per evitare poi di dover attendere le soglie della legge Fornero per andare in pensione.

Pensioni anticipate: i nati nel 1958

La quota 100 prevede come dicevamo, due requisiti fondamentali. Occorre un determinato limite minimo di età ed un altrettanto minimo requisito contributivo. Servono contestualmente almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contribuzione previdenziale versata. Per chi è nato nel 1958 e che compirà i 62 anni da gennaio a dicembre 2020 servono anche 38 anni di contributi che devono essere completati sempre nel 2020 per poter uscire dal lavoro col massimo anticipo offerto, cioè 5 anni prima.

In pratica per poter uscire con la quota 100 la data di maturazione del diritto alla pensione anticipata coincide con la data in cui si completerà il trentottesimo anno di contribuzione. Questo vale anche per chi è nato nel 1959, che non potrà uscire con quota 100 l’anno prossimo perché non avrà ancora compiuto 62 anni, ma che rientrerà nel 2021.

Senza la quota 100 la pensione si allontana

Le regole sono ormai prestabilite e chiare come l’Inps ha spiegato in numerose circolari. Senza i 38 anni di contribuzione niente quota 100. Ad oggi non ci sono certezze che la misura vada oltre la sua scadenza fissata nel 2021. È evidente che soggetti con 62 anni già compiuti ma che non riusciranno a completare i 38 anni di contribuzione versata, situazione in cui si potrebbero trovare moti tra i nati tra 1958 e 1959, in assenza di proroghe alla quota 100 dovranno aspettare altri anni per raggiungere la pensione. Bisognerà quindi aspettare di arrivare a 67 anni per la pensione di vecchiaia o si dovrà arrivare ai 42 anni e 10 mesi per i maschi e 41 anni e 10 mesi per le donne, che sono le soglie per la pensione anticipata. Per loro nemmeno la quota 41 per tutti sarebbe una soluzione che anticipa la quiescenza perché occorrerebbe lavorare fino ai 41 anni di contribuzione partendo da una Base inferiore ai 38anni.