Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate, le richieste dei lavoratori: misura dai 60-62 anni assieme a quota 41

I lavoratori chiedono di poter beneficiare di maggiore flessibilità in uscita al termine della sperimentazione sulla quota 100: in tanti chiedono un’opzione dai 60-62 anni di età.

La riforma delle pensioni in discussione nella prima parte di settembre 2020 continua a tenere banco sui social, un canale sempre più utilizzato dai lavoratori per esprimere le proprie richieste di accesso all’Inps. È il caso, ad esempio, del nuovo sondaggio lanciato nella serata di ieri sulla pagina Facebook “Riforma pensioni e lavoro” e in merito al quale sono arrivate in poche ore oltre 220 opinioni.

Tra queste, molte riprendevano i cardini delle proposte lanciate dai sindacati negli scorsi mesi al fine di superare la legge Fornero e finalmente garantire maggiore flessibilità al comparto. Il riferimento va alle due principali ipotesi d’intervento, ovvero la quota 41 per tutti i lavoratori e un meccanismo valido almeno dai 62 anni con una contribuzione contenuta (in modo che possa andare incontro anche alle esigenze dei lavoratori che hanno svolto una carriera discontinua o precaria).

Riforma pensioni e lavoro: i commenti sulla pensione dai 60 - 62 anni di età

Tra i commenti che hanno ricevuto maggiore apprezzamento in merito al sondaggio troviamo quello di Assunta, che chiede di mandare in pensione “le donne a 60 anni con i contributi che hanno” così da lasciare “ognuno libero di scegliere”, perché “non tutti facciamo lavori di ufficio e così possiamo anche dare spazio ai giovani”. Giovanella chiede invece di garantire l’uscita dal lavoro a “62 anni con contributi versati di almeno 25”, un’opzione che risulterebbe in favore “soprattutto delle donne che hanno iniziato a lavorare dopo che i bimbi sono cresciuti”.

Nietta ricorda anche che a 62 anni e con 30 anni di servizio “nessuno rende più nulla”, mentre Teresa menziona le problematiche di coloro che in età avanzata “non hanno lavoro o pensione e magari possiedono problemi di salute”. In casi come questi, “se non rientri nella pensione d’invalidità cosa fare?”. Infine, tra i commenti che hanno ricevuto maggiore apprezzamento troviamo l’ipotesi di Patrizia, che chiede di garantire un’uscita dai 62-63 anni con i contributi effettivamente versati. La presa di posizione ha ricevuto 98 likes e oltre 20 ulteriori risposte indicanti approvazione.

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Le ipotesi riguardanti l’accesso alla pensione anticipata con la quota 41

Tra le altre ipotesi di riforma del settore previdenziale avanzate dai lavoratori c’è poi quella legata esclusivamente all’anzianità di servizio. In questo caso, emergono i commenti dei cosiddetti precoci, ovvero di quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che possiedono alle spalle numerosi anni di versamenti all’Inps. Antonella racconta ad esempio di aver iniziato a lavorare a 21 anni. “Sono infermiera e sono 38 anni che lavoro... se arrivo a 40 di servizio e a 62 di età per la legge Fornero non è ancora tempo di andare in pensione”.

“Devo ancora lavorare almeno altri cinque anni per non essere penalizzata economicamente” prosegue la lavoratrice, “mentre i giovani infermieri non sono assunti e sono costretti a lavorare con le cooperative”. Ambrogio ritiene accettabili anche le ultime ipotesi che prevedono la quota 41 per tutti con una penalizzazione del 2%, mentre per Maria Teresa “l’opzione migliore è poter andare in pensione con 40 anni di contributi e una pensione dignitosa”.

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