Pensioni anticipate: le opzioni alternative alla Quota 100 disponibili presso l’Inps

Le pensioni anticipate tramite quota 100 resteranno disponibili fino al prossimo 31 dicembre 2021, ma l’Inps presenta diverse opzioni alternative per chi non riuscirà a maturare i criteri in tempo utile.

La Quota 100 appare sul viale del tramonto, visto che la sperimentazione terminerà il prossimo 31 dicembre 2021. L’attuale governo non si è ancora espresso in merito a un possibile rinnovo o all’attuazione di una mini-proroga, ma appare probabile che un’eventuale sua prosecuzione potrebbe essere comunque caratterizzata da parametri peggiorativi.

Nelle scorse settimane si è molto parlato del possibile arrivo di una quota 102, che vedrebbe crescere il parametro anagrafico dagli attuali 62 anni fino ai 64. Oltre a ciò, per far quadrare i conti, si parla anche della possibile applicazione di una penalizzazione fino al 3% l’anno sull’entità dell’assegno. Mentre si attende di capire in che modo evolverà la situazione, restano comunque disponibili diverse opzioni alternative per coloro che desiderano ottenere l’accesso anticipato alla pensione.

Pensioni anticipate con la legge Fornero: conta l’anzianità dei versamenti

Per coloro che desiderano accedere alla pensione indipendentemente dall’anzianità dei versamenti il sistema previdenziale mette a disposizione innanzitutto l’uscita ordinaria della legge Fornero. Quest’ultima prevede la quiescenza dai 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Chi vive una situazione di disagio lavorativo può disporre anche della quota 41, destinata a disoccupati di lungo termine, caregiver, invalidi con riconoscimento uguale o superiore al 74% e persone che hanno svolto attività gravose o usuranti. In questo caso, serve però aver maturato almeno un anno di versamenti prima del compimento del 19mo anno di età.

Opzione donna e APE sociale 2021: i criteri da conoscere

Sempre a livello sperimentale sono disponibili per tutto il 2021 sia l’opzione donna che l’APE sociale. La prima consente il pensionamento anticipato a partire dai 58 anni di età (59 anni se autonome) e 35 anni di versamenti, accettando però il penalizzante ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

In alternativa è disponibile l’APE sociale, per le stesse categorie evidenziate in precedenza con la quota 41. Occorre aver maturato almeno 63 anni di età e 30-36 anni di contribuzione, in base alla specifica situazione di disagio. Ad accettazione della domanda l’Inps eroga un’indennità utile ad accompagnare il lavoratore fino alla maturazione della pensione di vecchiaia, prevista attualmente al raggiungimento dei 67 anni di età.