Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni anticipate, la proposta dell’Inps: dal 2021 garantire l’assegno con 64 anni e 20 anni di versamenti

Sulle pensioni anticipate arriva la nuova proposte dell’ente pubblico di previdenza per garantire a tutti i lavoratori l’uscita dal lavoro a partire dai 64 anni di età.

Nel dibattito in corso sulle pensioni anticipate si concretizza una nuova proposta da parte dell’Inps. Il presidente Pasquale Tridico ha infatti rilasciato alcune dichiarazioni contenenti delle ipotesi di riforma del sistema, pensate per garantire maggiore flessibilità in uscita dal lavoro una volta che sarà terminata definitivamente la sperimentazione legata alla quota 100.

La proposta prevede di consentire un meccanismo di prepensionamento sia per chi risulta inserito nel sistema retributivo - misto, sia per coloro che hanno iniziato a versare dopo il 1° gennaio del 1996 (rientrando nel sistema contributivo puro). Ovviamente, in base al tipo di contribuzione si delineano scenari differenti, considerando anche il peso dei nuovi pensionamenti sul bilancio dell’ente pubblico.

Pensioni anticipate, la proposta di Tridico: uscita per tutti dai 64 anni di età

Entrando nello specifico, il presidente dell’Inps suggerisce di garantire a tutti i lavoratori la possibilità di ottenere l’accesso alla pensione anticipata una volta raggiunti i 64 anni di età e maturati almeno 20 anni di versamenti. Un’opzione che attualmente è consentita solo agli iscritti al sistema contributivo puro, purché si maturi un importo superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

L’economista suggerisce poi la possibilità di avviare un ulteriore meccanismo di flessibilità in uscita per coloro che risultano inseriti nel sistema misto, garantendo la possibilità di ottenere la pensione a partire dai 62 anni di età e con 20 anni di versamenti per la sola parte contributiva dell’assegno, mentre la quota della pensione legata al sistema retributivo potrebbe essere erogata a partire dai 67 anni di età (ovvero l’età di accesso all’assegno di vecchiaia).

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Allo stesso tempo, Tridico suggerisce anche di intervenire su alcune opzioni sperimentali già presenti nel nostro ordinamento, rendendole strutturali in favore dei lavoratori che vivono particolari condizioni di disagio. È il caso, ad esempio, delle agevolazioni presenti per chi ha svolto attività gravose e usuranti. Ma lo stesso si potrebbe fare per i lavoratori precoci e per coloro che rientrano nei benefici dell’APE sociale.

Secondo il presidente dell’Inps, in questo modo sarebbe possibile anche riavviare il turn over generazionale, liberando posti per i giovani e andando così a sostenere l’occupazione. Infine, un’ultima proposta riguarda le donne e in particolare le lavoratrici madri, per le quali si propone uno sconto contributivo assieme alla revisione dei coefficienti di trasformazione in rendita, così da garantire loro un assegno più elevato.

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