Autore: Stefano Calicchio

INPS - Quota 100 - Pensione

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Gen

Pensioni anticipate, il Premier Conte sul post Quota 100: ‘preferenza a distinzione tra lavori usuranti’

Il Ministro Catalfo convoca i sindacati per discutere la riforma delle pensioni, mentre la valorizzazione del lavoro di cura torna al centro del dibattito pubblico.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 14 gennaio 2020 vedono arrivare nuove dichiarazioni dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito all’indirizzo della prossima riforma previdenziale e agli interventi che saranno programmati nel settore.

Nel frattempo il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha convocato i sindacati per il prossimo 27 gennaio, mentre tra le tematiche più discusse continua ad emergere il nodo della valorizzazione dei lavori di cura. Infine, le ultime statistiche in arrivo dall’Eurostat mettono in evidenza la crescita del divario tra ricchi e poveri.

Il Premier Conte torna sulla fine della quota 100: ecco come sarà la “revisione dell’intero sistema pensionistico”

Rispetto al tema delle pensioni anticipate tramite la quota 100 ed al termine della sperimentazione nel 2021 il Premier Giuseppe Conte è tornato ad esprimere la propria posizione, confermando l’impostazione già annunciata negli scorsi giorni ed il ruolo cruciale del confronto con i sindacati.

Rispondendo alle domande di un’intervista rilasciata per il Corriere della Sera ha infatti confermato che la “quota 100 è una misura che abbiamo confermato, ma in vista della scadenza torneremo a confrontarci per assumere le decisioni più opportune”. Il Presidente del Consiglio ha quindi ricordato che “il Ministro Catalfo è già al lavoro per avviare un percorso organico di riforma della previdenza”.

Ed in tal senso, il lavoro risulta in linea con la preferenza già espressa in precedenza dallo stesso Premier. “Mi piacerebbe lavorare alla distinzione tra lavori usuranti e lavori non usuranti, per poi operare sulla base di questa distinzione una revisione dell’intero sistema pensionistico” conclude Conte.

La riforma del sistema sembra quindi impostata verso un intervento in grado di distinguere coloro che necessitano di una maggiore apertura verso la flessibilità previdenziale, ma per avere più dettagli non bisognerà comunque attendere molto. Entro la fine del mese di gennaio avranno infatti già preso forma i primi confronti con le parti sociali, dai quali emergerà anche con maggiore chiarezza quale sarà l’indirizzo seguito per ripensare il sistema.

Riforma pensioni: il Ministro Catalfo convoca i sindacati per il prossimo 27 gennaio 2020

A conferma di quanto appena evidenziato è arrivata nella serata di ieri la convocazione dei sindacati da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo. L’appuntamento è fissato presso la sede ministeriale di via veneto alle ore 15:00 del prossimo lunedì 27 gennaio con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Dopo il primo confronto già avvenuto in precedenza “entro questo mese di gennaio faremo un altro incontro” ha detto il Ministro del lavoro.

Specificando poi quali saranno i prossimi provvedimenti, Catalfo ha spiegato che sarà costituito “un nucleo di esperti a livello nazionale, una commissione che si occuperà di accompagnare il superamento della legge Fornero” nel comparto previdenziale. Per entrare più nello specifico servirà però ancora tempo.

Ad una domanda diretta posta durante un intervento a Rai Radio 1, il Ministro ha spiegato che rispetto ai prossimi interventi “decideremo sulla base dei dati, di uno studio concreto e di un confronto reale”, pur mantenendo in vista l’obiettivo di “superare la legge Fornero e dare più flessibilità in uscita”.

Gnecchi (Inps): “le donne sono in credito”

Il Vice Presidente entrante dell’Inps torna a fare il punto della situazione rispetto alle necessità di intervento nel sistema previdenziale con un editoriale pubblicato sul sito Pensioni Per Tutti. “Nella scorsa legislatura abbiamo svolto un’indagine conoscitiva sull’impatto di genere delle riforme previdenziali e della manovra Fornero: ne è emerso chiaramente che le donne sono in credito.

La conferma purtroppo è emersa anche negli interventi di questa legislatura” ha spiegato, ricordando i limiti della quota 100. A tal proposito, i due anni di riduzione dei contributi per l’accesso all’APE sociale ed in favore delle donne con figli “hanno rappresentato un’inversione di tendenza, tenendo conto delle donne”. Secondo Gnecchi vanno quindi studiate “misure in favore delle donne che vadano a incidere sull’età per la pensione di vecchiaia [...] e che permettano di aumentare la misura della pensione con il riconoscimento della contribuzione figurativa per i lavori di cura”.

Dati Eurostat, in Italia cresce il divario tra ricchi e poveri

Nel frattempo dall’Eurostat emergono nuovi indizi in merito al quadro della situazione in Italia ed in particolare alla crescita della differenza nel divario tra ricchi e poveri. Secondo gli ultimi dati comunicati dall’ente di ricerca nel nostro Paese il 20% della popolazione con i redditi più elevati può vantare entrate superiori a 6 volte quelle di coloro che risultano nel quintile più povero. In questo senso, l’Italia possiede il rapporto peggiore tra i principali paesi dell’UE (si pensi ad esempio a Germania, Francia, Regno Unito o Spagna).

Internamente differenze importanti si registrano in base all’area geografica e all’età. Nel primo caso si può prendere ad esempio la distanza tra il dato del Friuli Venezia Giulia (con un indice del 4,1) e quello di Sicilia o Campania (con un indice del 7,4). Nel secondo caso gli over 65enni resistono meglio e presentano un divario tra i redditi meno accentuato rispetto ai giovani.