Pensioni anticipate, il PD a Draghi sulla riforma: serve prorogare Ape sociale e opzione donna

Pensioni anticipate, il PD a Draghi sulla riforma: serve prorogare Ape sociale e opzione donna

Sulla riforma delle pensioni si registrano le richieste Dem a Mario Draghi: all’interno di un documento viene sottolineata la necessità di prorogare le uscite anticipate con ape sociale e opzione donna.

Dalle consultazioni tra Mario Draghi e i partiti emergono dettagli importanti in merito alla riforma delle pensioni. Con la fine della sperimentazione legata alla quota 100 entro la fine dell’anno diventa infatti improrogabile un ulteriore intervento correttivo sul comparto previdenziale. Molti lavoratori potrebbero di fatto trovarsi spiazzati davanti all’improvviso scalone dettato dal ritorno alle regole della legge Fornero.

Il punto è stato trattato all’interno del dossier consegnato dal Partito Democratico al Premier incaricato. Nelle proposte di riforma sono indicate numerose ipotesi per il rilancio del Paese, anche in considerazione della grave crisi dettata dal coronavirus. Tra le aree nelle quali si evidenzia una necessità d’intervento, troviamo appunto quella del lavoro e della flessibilità in accesso alla pensione.

Riforma pensione, i Dem chiedono il rinnovo dell’APE sociale e dell’Opzione Donna

Tra le richieste del Partito Democratico a Mario draghi si registrano “le disuguaglianze in materia di occupazione, retribuzioni, pensioni, partecipazione ai processi decisionali”. Secondo i Dem “occorre ripensare e innovare il welfare territoriale: perché promuove benessere delle persone, soddisfa interessi collettivi e della comunità e libera tempo delle donne sulle quali ancora oggi ricade la gran parte del lavoro gratuito di cura”.

In particolare, la fine della quota 100 “impone l’individuazione e l’estensione di altri istituti, tra cui Opzione donna e Ape social”. Infine, non meno importante è la necessità di aumentare le pensioni di invalidità. Ricordiamo che l’APE sociale prevede la possibilità di accedere all’Inps a quattro diverse categorie di lavoratori (disoccupati, invalidi, caregivers e persone che hanno svolto attività gravose e usuranti) con criteri di vantaggio rispetto a quelli ordinari.

In particolare, si può ottenere la pensione anticipata tramite un’indennità di accompagnamento a partire dai 63 anni di età e con 30-36 anni di versamenti, in base alla specifica situazione di disagio. L’opzione donna consente invece la pensione anticipata a partire dai 58 anni di età (59 anni per le autonome) e con almeno 35 anni di versamenti, purché si accetti il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.