Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione - Ammortizzatori sociali

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Gen

Pensioni anticipate, il Ministro Catalfo sull’incontro del 27/01: ‘lo scopo è di superare la riforma Fornero’

I sindacati si preparano al nuovo tavolo di confronto con il governo sulle pensioni. C’è attesa per un riscontro alle richieste di lavoratori e pensionati, senza il quale si preparerà la mobilitazione.

Le ultime novità sulle pensioni ad oggi 26 gennaio 2020 vedono emergere nuove dichiarazioni dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo rispetto al confronto in avvio con le parti sociali. Nel frattempo i sindacati sono in attesa di avere riscontri rispetto alle proprie richieste e pronti alla mobilitazione qualora le rivendicazioni non dovessero trovare l’accoglimento atteso.

Riforma pensioni, parla il Ministro Catalfo: confronto tra governo e sindacati per superare la legge Fornero

Rispetto al tavolo negoziale che avrà luogo lunedì 27 gennaio 2020 tra governo e sindacati “lo scopo ovviamente è quello di superare la riforma Fornero, pur restando quota 100 che è una sperimentazione triennale e avrà il suo corso”. Lo afferma il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, commentando il prossimo confronto con le parti sociali.

Al tavolo si affiancheranno inoltre due Commissioni tecniche, i cui partecipanti sono stati nominati dalla stessa esponente dell’esecutivo. L’obiettivo consisterà quindi nel “valutare quali sono le possibilità di flessibilità” ed il relativo “impatto finanziario”. Non è mancato poi un richiamo alla peculiare situazione dei giovani, per i quali “ci sarà uno sguardo particolare” attraverso la valutazione di “una pensione di garanzia”.

Pensioni, l’USB sulle uscite dai 62 anni: ‘pronti alla mobilitazione”

Dall’Unione Sindacale di Base si mettono in evidenza i punti considerati come irrinunciabili rispetto al tema della riforma previdenziale nel prossimo confronto con l’esecutivo. Tra questi rientrano l’età cardine dei 62 anni per l’avvio delle uscite flessibili, l’avvio di una pensione di garanzia e la detassazione degli assegni, in modo da avvicinare l’Italia all’Europa. All’interno di un comunicato, l’USB evidenzia quindi che “le pensioni sono uno degli architravi sui quali si regge tutto il sistema di welfare.

Proprio l’attacco alla previdenza è stato uno dei fattori che ha permesso il grande aumento delle disuguaglianza sociali in Italia”. Per questo motivo, “intere generazioni identificano oggi la pensione come un diritto perduto, mentre l’innalzamento dell’età pensionabile frena la possibilità di accedere al lavoro per milioni di giovani”. Nel caso in cui le richieste delle parti sociali non vengano accolte, si procederà quindi con una nuova mobilitazione.

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L’ex Ministro Fornero sulle pensioni: “sbagliato promettere cose che non si sa se si potranno mantenere”

“Ricordo che l’Italia ha fatto un percorso di riforme molto faticose, qualche volta con passi avanti significativi seguiti poi da passi indietro, e forse è il caso di ricordare che fu proprio uno di questi e precisamente l’abolizione dello scalone Maroni a determinare un nuovo peggioramento dei conti, che di per sé non è una cosa che interessa gli italiani, ma significa esattamente sacrificare le generazioni future. Questo determinò la crisi del 2011 e la necessità di un intervento”.

Lo evidenzia l’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero durante una recente intervista rilasciata per Radio Rai 1. Secondo l’economista, “fare passi indietro può costare molto al Paese, soprattutto se li si fa in nome di obiettivi come l’introduzione di flessibilità oppure la separazione tra previdenza e assistenza”. Rispetto invece alle problematiche connesse con le nuove generazioni, Fornero si dice preoccupata “dei giovani, ma il mio punto è che cominciare dal fondo e dire - guardate che io vi garantisco una pensione - è ipocrita”.

Piuttosto, l’economista suggerisce di garantire il pagamento dei contributi ai giovani durante i periodi di disoccupazione, in modo da evitare buchi nei versamenti. “Questo vuol dire non impegnare i governi tra 30 anni, perché questi impegni possono essere cambiati dal governo successivo, e non promettere cose che non si sa se si potranno mantenere”.

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Pensioni, il richiamo del Siam all’Inps: “rispetti la sentenza del CdS”

“Le amministrazioni dello Stato dovrebbero essere al servizio dei cittadini e non macchine infernali che sfruttano il proprio potere per sopraffarlo e costringerlo a desistere dal far valere i propri diritti, trascinandolo in contenziosi giudiziari senza fine”.

Lo afferma il Segretario Generale del Siam Paolo Melis, il Sindacato dell’Aeronautica militare, chiedendo all’Istituto Pubblico di Previdenza di rispettare quanto deciso dal Consiglio di Stato. Il riferimento va al “diritto del personale, che ha maturato tra i 15 ed i 20 anni di anzianità al 31/12 el 1995 di beneficiare di un coefficiente di calcolo - quota A - più favorevole, pari al 44% anziché il 35%”.

Il sindacalista avverte quindi che a breve verrà inviata una lettera formale intestata al Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, con la quale si chiederà di dare seguito alle sentenze ricalcolando gli assegni in oggetto e rinunciando al contempo a nuove “ulteriori ed improbabili azioni ricorsive, alla ricerca di una sentenza inverosimilmente più favorevole”.