Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate, il 2021 è l’ultimo anno per uscire dai 62 anni con la quota 100

Con l’arrivo del nuovo anno si avvicina l’ultimo periodo utile per accedere alla pensione anticipata tramite quota 100. I criteri prevedono almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione.

La pensione anticipata tramite quota 100 entra nell’ultima fase della sperimentazione prevista dal governo. A pochi giorni dall’approvazione della legge di bilancio i lavoratori in età avanzata sono chiamati a confrontarsi con i criteri di uscita dal lavoro disponibili nel nuovo anno. Le regole ordinarie di accesso alla pensionedi vecchiaia e anticipata secondo la legge Fornero resteranno invariate anche nei prossimi mesi, ma alcune opzioni di flessibilità non saranno più disponibili a partire dal 2022.

È il caso della quota 100, che consente il prepensionamento a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti. L’opzione non applica alcuna penalizzazione al valore del futuro assegno, anche se bisogna tenere presente che la minore contribuzione produce una pensione più bassa rispetto a quanto si sarebbe percepito continuando a lavorare. Oltre a ciò, sussiste un vincolo rispetto alla prosecuzione dell’attività lavorativa dipendente o autonoma, fatta eccezione per l’attività occasionale (nella misura di 5mila euro l’anno).

Pensioni anticipate e quota 100: nel 2021 il diritto si cristallizza

Stante il quadro della situazione appena evidenziato, è utile ricordare che il diritto all’utilizzo della quota 100 si cristallizza secondo i principi di ingresso previsti dalla legge. In pratica, significa che tutti coloro che raggiungeranno i criteri previsti dalla legge nel corso del 2021 potranno fare ricorso all’opzione anche negli anni successivi e non saranno obbligati a chiedere il prepensionamento nel corso dei prossimi 12 mesi.

Diverso è il caso di coloro che matureranno i vincoli di accesso alla quota 100 nel 2022. Il governo ha già annunciato il termine della sperimentazione, pertanto non sarà più possibile accedere all’Inps con tali regole. Al riguardo, le ultime indiscrezioni parlano di una possibile quota 102, con un’età di ingresso fissata a 64 anni. Si tratta di ipotesi peggiorative, che attualmente non è possibile confermare e sulle quali sta già prendendo forma un acceso dibattito politico e pubblico.

D’altra parte, è altamente improbabile che si possa lasciare scadere l’attuale quota 100 senza ulteriori interventi correttivi. Per numerosi lavoratori significherebbe andare incontro ad uno scalone di diversi anni, tenendo conto che l’accesso alla pensione di vecchiaia è fissato a 67 anni (con 20 anni di contribuzione). Mentre la pensione anticipata disponibile in via ordinaria nel nostro ordinamento prevede la maturazione di almeno 42 anni e 10 mesi di versamenti per gli uomini (un anno in meno per le donne).