Autore: Stefano Calicchio

Pensione

Pensioni anticipate, i medici devono avere almeno 42 anni di versamenti

Tra i criteri stabiliti dall’Enpam per l’accesso alla pensione anticipata dei propri iscritti è fondamentale l’anzianità dei versamenti: si può uscire dal lavoro solo se si raggiungono i 42 anni di contributi effettivi, da riscatto o tramite l’istituto della ricongiunzione.

La pensione anticipata per i medici iscritti all’Enpam è regolata da alcuni specifici parametri, che risultano differenti rispetto a quelli ordinari previsti per coloro che effettuano versamenti nell’Inps. Questo perché l’Enpam è una fondazione indipendente e senza scopo di lucro nata per garantire le prestazioni previdenziali e assistenziali di medici e odontoiatri.

Chi intende esercitare queste ultime due professioni deve quindi ottenere l’abilitazione professionale al rispettivo albo e iscriversi contemporaneamente anche alla fondazione Enpam, la quale provvederà a raccogliere i versamenti nel corso della carriera lavorativa e quindi a erogare un assegno pensionistico una volta raggiunti i parametri previsti all’interno del proprio ordinamento.

Pensione anticipata con l’Enpam: ecco i criteri da conoscere

Per quanto concerne il pensionamento anticipato, l’Enpam permette di ottenere l’assegno a partire dai 62 anni di età, purché siano presenti almeno 30 anni di anzianità dalla laurea e 35 anni di versamenti effettivi, da riscatto o tramite ricongiunzione.

In alternativa, è possibile anche ottenere l’accesso anticipato alla pensione se si hanno 30 anni di anzianità dalla laurea e almeno 42 anni di versamenti. I dati riguardano il calcolo relativo alla cosiddetta quota B, posto che per la quota A è presente un particolare regime previdenziale.

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La pensione di vecchiaia per gli iscritti all’Enpam: serve maturare i 68 anni di età

I medici e gli odontoiatri iscritti all’Enpam possono maturare la pensione di vecchiaia al raggiungimento del requisito anagrafico, ovvero alla maturazione dei 68 anni di età. L’assegno di pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è terminata la propria attività professionale.

Ad esempio, per un medico che ha compiuto il 15 novembre 2020 i 68 anni di età sarà possibile chiedere l’assegno di vecchiaia a partire dal primo giorno di dicembre del 2020. Il pensionando potrà quindi posticipare la propria data di cessazione dell’attività lavorativa alla fine di novembre 2020. Bisogna inoltre tenere presente che in base all’Accordo collettivo nazionale dei medici di assistenza primaria e degli specialisti di ambulatorio, l’attività viene cessata di ufficio una volta maturati i 70 anni di età.

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