Autore: Stefano Calicchio

INPS - Quota 100 - Opzione donna

26
Nov

Pensioni anticipate, ecco le finestre per uscire dal lavoro nel 2020 con Quota 100 e Opzione Donna

I lavoratori pubblici e privati che decideranno di aderire ad uno dei meccanismi di accesso anticipato alla pensione dovranno fare i conti con le finestre di attesa, che possono arrivare fino ai 18 mesi.

Si avvicina l’inizio del 2020 e molti lavoratori si preparano ad ottenere con il nuovo anno i requisiti di accesso all’agognata quiescenza. Bisogna però considerare che alcune peculiari opzioni di prepensionamento sono caratterizzate anche da una cosiddetta finestra di attesa, che di fatto portano in avanti la percezione del primo assegno rispetto alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso.

Le pensioni anticipate tramite quota 100: finestre differenti tra pubblico e privato

Il nuovo governo giallo-rosso ha confermato che anche nel prossimo anno sarà possibile aderire alla sperimentazione della quota 100, un meccanismo di quiescenza che prevede l’accesso all’Inps a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti. Alla maturazione dell’assegno concorre però anche la presenza di una finestra differenziata, sulla base del fatto che il lavoratore abbia accantonato versamenti nella gestione privata o pubblica.

Nel primo caso diventa indispensabile attendere una finestra mobile di tre mesi dal raggiungimento dei requisiti. Così, coloro che ad esempio matureranno i requisiti dal prossimo 1° marzo 2020 potranno effettivamente percepire il primo assegno pensionistico a partire dal 1° di giugno.
Differente il caso di un lavoratore pubblico che matura i requisiti di accesso alla quiescenza con la quota 100 nella stessa data. Infatti, per poter accedere all’Inps dovrà attendere il 1° settembre 2020, trovandosi davanti ad una finestra estesa per il doppio rispetto a quella del settore privato.

Un caso ancora differente e peculiare riguarda infine i dipendenti pubblici che risultano inseriti all’interno del comparto scolastico. In questa eventualità le richieste di accesso alla quota 100 dovranno essere tassativamente presentate entro il mese di febbraio 2020, così da poter far coincidere l’uscita all’inizio del nuovo anno scolastico o accademico 2020/21.

I prepensionamenti flessibili tramite l’opzione donna con la proroga al 2020

Tra i provvedimenti inseriti dal governo all’interno della legge di bilancio 2020 vi è anche la proroga dell’opzione donna, ovvero quel particolare meccanismo di quiescenza che consente l’uscita dal lavoro a partire dai 58 anni di età (59 anni per le lavoratrici autonome) e 35 anni di versamenti. Con il rinnovo dell’opzione la maturazione dei requisiti si sposterà in avanti di un anno, con scadenza fissata al 31 dicembre del 2019. Da evidenziare che l’opzione si accompagna al ricalcolo interamente contributivo dell’assegno, un meccanismo che risulta maggiormente penalizzante al diminuire dell’età delle aderenti. Non è quindi raro vedersi applicare una decurtazione anche a doppia cifra percentuale in alcuni casi.

Detto ciò, la misura prevede anche l’applicazione di due finestre di uscita. In questo caso a fare la differenza è il fatto di aver contribuito come dipendenti o autonome. Nel primo scenario bisognerà infatti attendere 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per poter ottenere l’agognato assegno. Nel secondo caso il computo sale addirittura a 18 mesi, cioè ad un anno e mezzo. Un vero e proprio record, se si considera che l’unica misura che prevede una finestra più ampia è la cosiddetta totalizzazione (che si accompagna ad una finestra mobile in grado di toccare i 21 mesi).