Pensioni anticipate e ordinarie nel 2021: a che età si esce e quanti anni di contributi bisogna avere

Pensioni anticipate e ordinarie nel 2021: a che età si esce e quanti anni di contributi bisogna avere

Sulle pensioni ordinarie la legge di bilancio 2021 non interverrà sui criteri di base per ottenere la pensione, ma solo sulla proroga di alcune opzioni. Ecco a che età e con quanti anni di lavoro si accede all’Inps nel prossimo anno.

I criteri ordinari di accesso alla pensione nel 2021 non cambieranno rispetto al 2020, visto che gli interventi correttivi proposti all’interno della legge di bilancio non andranno a riformare in modo strutturale il settore. Gli interventi in manovra sono infatti finalizzati a garantire la prosecuzione di alcune opzioni in scadenza nel corso di questo mese, favorendo di fatto il pensionamento dei lavoratori in età avanzata che vivono condizioni di disagio.

Il passaggio si è reso indispensabile anche e soprattutto per l’accentuarsi della crisi da coronavirus. Con il secondo lockdown è cresciuto il numero dei lavoratori in età avanzata che rischierà di perdere il proprio lavoro una volta che verrà meno il blocco ai licenziamenti. Queste persone si vanno ad aggiungere alla schiera di chi già viveva condizioni lavorative di disagio, avendo difficoltà di accesso all’Inps.

Oltre a ciò, sarà necessario capire come intervenire in favore di chi ha visto aumentare i rischi per la propria salute prestando servizio in settori fortemente a rischio di contagio, come avviene nel caso del comparto trasporti o di quello sanitario.

Pensioni anticipate e ordinarie: nel 2021 confermati i criteri della legge Fornero

Stante quanto appena evidenziato, nel corso del 2021 i lavoratori continueranno ad accedere all’Inps secondo i criteri previsti dalla legge Fornero. Quest’ultimi rimangono sostanzialmente identici al 2020, pertanto le regole quadro per l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata restano confermate.

In particolare, è pressoché certo che dal 1° gennaio del prossimo anno non scatterà alcun adeguamento per l’aspettativa di vita dell’età pensionabile, pertanto il requisito anagrafico in merito all’uscita di vecchiaia continuerà a essere quello dei 67 anni di età, purché siano stati maturati almeno 20 anni di contribuzione. Chi ha svolto i lavori gravosi e usuranti previsti dalla legge potrà però beneficiare di uno sconto di cinque mensilità, ottenendo l’accesso all’Inps a partire dai 66 anni e 7 mesi.

La pensione anticipata continuerà a essere fruibile dai 42 anni e 10 mesi di versamenti, mentre per le donne basterà un anno in meno di contribuzione. Resta aperta l’opzione della quota 41 per alcune specifiche categorie di lavori. Anche in questo caso nel 2021 non è prevista l’applicazione di alcun adeguamento per la speranza di vita.

Pensioni flessibili: le opzioni valide per uscire dal lavoro in largo anticipo nel prossimo anno

Per offrire un quadro complessivo è comunque necessario ricordare che la prossima manovra punta a prorogare alcune importanti opzioni di flessibilità in scadenza al 31 dicembre. In particolare, lo schema della legge di bilancio prevede l’estensione di un anno per l’APE sociale e l’opzione donna. Nel primo caso è permessa l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con almeno 30-36 anni di versamenti. L’OD permette invece il pensionamento a partire dai 58 anni di età (59 anni per le autonome) con almeno 35 anni di versamenti, accettando il ricalcolo contributivo puro dell’assegno.

Confermata anche la presenza della quota 100, che permette il pensionamento dai 62 anni con almeno 38 anni di versamenti. Infine, chi è inserito nel sistema contributivo puro può uscire dal lavoro anche a 64 anni con almeno 20 anni di versamenti, purché l’importo dell’assegno erogato dall’Inps sia superiore ad almeno 2,8 la minima.