Pensioni anticipate e legge di bilancio 2021: il pacchetto di misure in discussione in parlamento

Pensioni anticipate e legge di bilancio 2021: il pacchetto di misure in discussione in parlamento

Sulle pensioni anticipate nel 2021 arrivano le ultime settimane utili per ridefinire il quadro delle opzioni: dall’APE sociale all’opzione donna, fino al contratto di espansione: ecco le opzioni in corso di approvazione.

Le pensioni si preparano al nuovo pacchetto di misure che dovrà essere approvato entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2020. Con l‘arrivo del mese scattano infatti le ultime settimane utili per l’approvazione della legge di bilancio 2021 e di conseguenza per la discussione degli interventi correttivi da applicare nel settore previdenziale. Il quadro generale prevede importanti proroghe, ma non un profondo ripensamento del sistema (rimandato al 2022).

Nel 2021 la flessibilità previdenziale continuerà quindi a concentrarsi attorno ai 62-63 anni con l’ultimo giro di boa per la quota 100 e l’APE sociale, in attesa di un nuovo meccanismo che risulterà valido dall’anno successivo. Confermata anche la proroga dell’opzione donna, mentre un passaggio importante riguarda l’ampliamento della platea per il contratto di espansione.

Pensioni anticipate, gli aggiornamenti inseriti all’interno della legge di bilancio 2021

Le novità sulle pensioni anticipate nel 2021 sono state inserite all’interno della bozza della manovra compilata dai tecnici del governo sulla base delle indicazioni fornite dal Consiglio dei Ministri risalente allo scorso 16 novembre 2020 e successivamente inviate all’attenzione della Camera dei Deputati. Il disegno di legge prende il nome di “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”.

Nella pratica, si tratta dell’attesa legge di bilancio, con la quale si darà il via alla proroga dell’APE sociale e dell’opzione donna. La prima consente l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con un’anzianità contributiva dai 30 ai 36 anni di versamenti in base alla specifica situazione di disagio indicata dal legislatore. La seconda permette alle lavoratrici di optare per il pensionamento flessibile dai 58 anni (59 anni se autonome) con almeno 35 anni di versamenti, accettando il ricalcolo contributivo puro.

Resta poi confermata per tutto il 2021 la quota 100, che offre la possibilità di andare in quiescenza senza penalizzazione a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti. Infine per i lavoratori precoci che hanno versato almeno un anno di contributi Inps prima del 19mo anno di età e che rientrano nelle categorie già indicate per l’Ape continuerà a essere possibile anche accedere alla quota 41.

Riforma pensioni 2021: gli altri interventi in via di sviluppo

In affiancamento a quanto indicato sinora sono in preparazione anche altri interventi correttivi che riguardano il part time verticale e il contratto di espansione. Partendo dal primo, l’obiettivo è di approvare la possibilità (su richiesta del lavoratore) di considerare utile per intero l’annualità contributiva, nei limiti previsti dall’applicazione del minimale. Con il contratto di espansione si punta invece ad allargare la platea dei potenziali beneficiari della misura, che prevede importanti aiuti nei processi di ristrutturazione aziendale (a patto che i datori di lavoro si impegnino nel ricambio generazionale).

In particolare, si punta ad abbassare la soglia dei 1000 dipendenti minimi necessari per poter fruire dell’opzione, portandola a 500 unità. Allo stesso tempo, si punta ad aumentare anche i sostegni garantiti alle aziende. In cambio il datore di lavoro dovrà presentare un’apposita domanda all’Inps, supportata da una fideiussione bancaria a garanzia dell’operazione.