Autore: Stefano Calicchio

Pensione

Pensioni anticipate e lavoratori precoci: quota 41 disponibile anche nel 2021, ecco i criteri per l’accesso

La pensione anticipata tramite quota 41 continuerà a restare disponibile per i lavoratori precoci senza incrementi sui requisiti contributivi. L’attesa sulla legge di bilancio per l’eventuale estensione della platea.

I lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che rientrano all’interno dei criteri attualmente previsti per la quota 41 potranno continuare a beneficiare del meccanismo di accesso anticipato alla pensione anche nel corso del 2021, sulla base di quanto già previsto dalla manovra risalente all’ormai lontano 2017. Il meccanismo funziona in modo simile alla pensione anticipata della legge Fornero, ma con il vantaggio di avere uno sconto rispetto al criterio dell’anzianità contributiva.

Con la quota 41 i lavoratori che presentano i requisiti di legge possono accedere all’Inps una volta maturati 41 anni di anzianità, purché abbiano effettuato versamenti validi per almeno un anno prima del compimento del 19mo anno di età e rientrino tra i casi dei lavoratori con le condizioni di disagio previsti dalla normativa. Questo meccanismo è stato previsto in senso strutturale per garantire un sostegno a chi vive situazioni di difficoltà in età avanzata, pertanto sarà accessibile anche nel corso del 2021 senza l’applicazione di condizioni peggiorative sui parametri di funzionamento.

Pensioni anticipate e lavoratori precoci: ecco chi potrà sfruttare la quota 41 nel 2021

Stante la situazione appena descritta, come già anticipato anche nel 2021 la quota 41 sarà accessibile ai lavoratori precoci che hanno maturato almeno un anno di contribuzione prima del compimento del 19mo anno e che rientrano in uno dei quattro casi previsti dalla legge. Si tratta dei disoccupati che hanno già terminato ogni sussidio di welfare (Naspi), dei caregiver, degli invalidi e di chi ha svolto lavori usuranti.

Nel primo caso è necessario aver terminato la fruizione della disoccupazione da almeno tre mesi, mentre nel secondo caso serve prestare assistenza a persone con un’invalidità riconosciuta dall’Asl pari ad almeno il 74% (il richiedente caregivers deve essere coniuge o parente di primo grado). La stessa percentuale di riconoscimento risulta necessaria anche per il lavoratore con invalidità che desidera accedere alla quota 41. L’assistenza deve inoltre essersi resa indispensabile almeno sei mesi prima della data di invio della richiesta di pensionamento.

L’ultima categoria prevede la possibilità di accesso alla quota 41 per gli addetti ai lavori gravosi e usuranti. In questo caso bisogna rientrare all’interno delle liste individuate dal legislatore. Risulta inoltre imprescindibile aver svolto tali attività per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di carriera, o in alternativa per almeno 6 anni negli ultimi 7.

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Riforma pensioni, l’attesa per la manovra 2021

Rispetto al quadro della situazione appena evidenziato, appare certo che chi maturerà i requisiti previsti dalla legge per la quota 41 nel corso del prossimo anno potrà continuare ad accedere alla pensione anticipata. Ma sono in molti a chiedere ormai da tempo un allargamento della platea dei potenziali beneficiari della misura. Sebbene un’apertura totale della quota 41 a tutti coloro che maturano il solo requisito contributivo appare improbabile nel breve termine per via dei costi, sindacati e lavoratori chiedono di allargare il bacino di utilizzo ampliando le categorie che possono beneficiare dell’opzione.

In questo senso, sarà necessario monitorare con attenzione cosa accadrà durante la discussione parlamentare della prossima legge di bilancio 2021. Tra le numerose istanze al riguardo si domanda ad esempio di offrire la tutela della pensione anticipata in favore di lavoratori messi fortemente a disagio dall’emergenza coronavirus per via dei rischi di salute connessi alla crisi sanitaria. Si pensi ad esempio agli operatori del settore trasporti o di chi è impiegato nel SSN avendo già maturato i 41 anni di versamenti, oppure a coloro che hanno patologie tali da peggiorare le possibili conseguenze di un contagio.

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