Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate e Opzione Donna in legge di bilancio 2021: ecco a chi sarà destinata l’estensione in manovra, dal CODS si invita alla cautela

Sulla riforma delle pensioni la LdB2021 punta all’estensione delle uscite anticipate tramite opzione donna, ma solo per un ulteriore anno: le informazioni sulla platea delle potenziali beneficiarie della misura di flessibilità. Il Comitato Opzione Donna Social chiede di rendere strutturale la misura.

Novità in vista all’interno della legge di bilancio 2021 per le lavoratrici che desiderano accedere alla pensione anticipata fruendo dell’opzione donna. Il meccanismo è infatti destinato a essere esteso per un ulteriore anno, garantendo così una maggiore flessibilità d’ingresso nell’Inps, sebbene al costo di un taglio irreversibile sull’entità del futuro assegno previdenziale.

La misura presenta inoltre delle finestre di attesa che di fatto possono portare a dover pazientare fino a 18 mesi prima di poter percepire il primo assegno previdenziale dall’Inps. D’altra parte, il parametro anagrafico di accesso alla pensione anticipata risulta particolarmente favorevole e per molte donne si tratta dell’unico effettivo strumento utilizzabile davanti a situazioni di disagio nel momento in cui si sono terminati i benefici di disoccupazione e ci si trova davanti alla sfida di doversi ricollocare in età avanzata.

Ma procediamo per ordine e vediamo innanzitutto cosa cambia rispetto all’ultima proroga dell’opzione donna e quali sono le lavoratrici che potranno effettivamente beneficiare della misura (che resta su base volontaria) durante il prossimo anno.

Pensioni anticipate e proroga opzione donna con la manovra 2021: la platea di riferimento

Il regime sperimentale dell’opzione donna permette di accedere alla pensione anticipata a partire dai 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti, che diventano 59 anni nel caso si siano effettuati nel corso della propria storia contributiva versamenti come lavoratrici autonome. Insieme al parametro anagrafico, che risulta particolarmente conveniente, vi è però un vincolo contributivo di almeno 35 anni di versamenti.

La proroga dell’opzione donna prevista all’interno della bozza della legge di bilancio 2021 estende la possibilità di fruire della misura di flessibilità previdenziale a tutte le lavoratrici che matureranno i requisiti appena indicati entro e non oltre il 31 dicembre 2020. Il diritto alla richiesta di opzione donna si cristallizza una volta maturati i requisiti, pertanto le lavoratrici che presentano tutti i vincoli indicati dalla legge potranno chiedere in qualsiasi momento successivo di dare seguito al proprio pensionamento.

Facendo i dovuti calcoli, nel corso del 2021 la platea delle potenziali beneficiarie dell’opzione donna si estenderà a tutte le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1962 (1961 se autonome).

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Riforma pensioni 2021, con l’estensione dell’opzione donna in LdB2021 restano confermate le finestre di attesa e il ricalcolo contributivo

Restano sostanzialmente confermate anche le finestre di attesa poste all’ingresso dell’opzione, pertanto tutte coloro che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2020 e che faranno domanda di pensionamento dovranno comunque attendere 12 mesi per poter ricevere il primo assegno previdenziale da parte dell’Inps, che si estendono a 18 mesi nel caso delle lavoratrici autonome.

Oltre a ciò, è necessario considerare il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Il taglio risulta tanto più pesante al crescere dell’età, considerando il meccanismo di funzionamento dei coefficienti di conversione in rendita. Nei casi peggiori, la perdita sull’assegno può superare il 20% e risulta irreversibile, pertanto la scelta di procedere con l’opzione donna deve essere valutata con grande attenzione.

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Pensioni flessibili, le lavoratrici chiedono di rendere strutturale la proroga dell’opzione donna

Sullo sfondo permangono le richieste delle lavoratrici per una trasformazione in senso strutturale della misura, che attualmente subisce continue proroghe di natura annuale. “La politica volendo, può e deve corrispondere a una sana richiesta delle donne che chiedono dignità di pensionamento, ottenibile tramite la misura dell’Opzione Donna, prorogandola ancora e per l’ultima volta a tutto il 2023”, ha spiegato a tal proposito Orietta Armiliato, amministratrice del Comitato Opzione Donna Social. “Il - di anno in anno -, generatore di angoscia, non consente alcuna pianificazione, mentre le donne hanno il diritto di vivere in serenità questa stagione più fragile della propria vita”.

L’esponente del CODS ha comunque invitato le potenziali beneficiarie della misura alla cautela, stante che la certezza sul funzionamento dell’estensione del provvedimento si avrà solo al 31 dicembre 2020. “Auspicando che la proroga dell’Opzione Donna sia di lungo periodo, ricordo che tutto ciò che apprendiamo al momento sono le proposte del governo. Si legifererà solo tramite la Legge di Bilancio, che vedrà la luce entro fine anno”.