Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni anticipate e Manovra 2021: nella bozza della legge il primo ok alla proroga di APE sociale e opzione donna

Novità sulle pensioni anticipate in arrivo dallo schema della legge di bilancio approvato negli scorsi giorni dal governo: attesa per l’invio del testo in Parlamento, dove si giocherà la partita decisa per le modifiche apportate.

La bozza della legge di bilancio 2021 contiene al proprio interno i primi riscontri in merito alla proroga dell’APE sociale e dell’opzione donna, oltre ad altri provvedimenti legati al welfare come l’assegno unico alle famiglie (che dovrebbe partire dal prossimo mese di luglio) e la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori che possiedono redditi superiori alle 28mila euro.

In tema di pensioni, è però ormai chiaro che la vera riforma del sistema (con l’allentamento della legge Fornero) avverrà solo nel 2022, ovvero dopo la scadenza della sperimentazione relativa alla quota 100. L’opzione consente attualmente l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti (senza penalizzazioni), ma il suo mancato rinnovo rischia di produrre uno scalone lungo fino a cinque anni per chi avrebbe maturato i requisiti subito dopo la sua scadenza.

Nel frattempo la prossima manovra lavora sulle misure che necessitano di un rinnovo entro il 31 dicembre del 2020. In questo caso, per avere certezza sui criteri di accesso sarà comunque necessario attendere fino l’approvazione definitiva della legge di bilancio, visto che i vari passaggi parlamentari potrebbero introdurre delle modifiche agli attuali criteri.

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Pensioni anticipate, ecco cosa prevede il primo ok all’estensione dell’opzione donna

Dal punto di vista pratico, la proroga dell’opzione donna dovrebbe andare a estendere di almeno un anno la platea delle lavoratrici che potranno accedere alla misura. In caso di conferma definitiva, saranno quindi coinvolte le contribuenti con almeno 35 anni di versamenti appartenenti alla classe 1961 se autonome e 1962 se dipendenti. L’opzione continua a prevedere il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

Si tratta di una penalizzazione importante perché può comportare tagli a doppia cifra nel valore dell’assegno erogato, in alcuni casi superando il 20% dell’importo ottenibile attendendo la maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia. Oltre a ciò, le potenziali beneficiarie devono considerare anche la presenza di una finestra di accesso di 12 mensilità, che si estende a 18 mesi per chi ha svolto lavoro autonomo.

Riforma pensioni e Manovra 2021: come funzionerà la proroga dell’APE sociale

L’APE sociale dovrebbe invece essere estesa fino al 31 dicembre del 2021, senza modifiche ai criteri anagrafici o contributivi di accesso. I lavoratori dovranno quindi continuare a maturare almeno 63 anni di età e 30 - 36 anni di versamenti, rientrando al contempo nelle quattro categorie di disagio indicate dalla legge (ovvero disoccupati, caregiver, invalidi o svolgimento di attività gravose e usuranti).

Un eventuale intervento di modifica potrebbe però essere operato nel potenziale allargamento delle attività indicate come valide per poter chiedere il pensionamento anticipato, con l’inclusione dei lavoratori fragili e di coloro che risultano a rischio per via della diffusione del coronavirus. Si pensi, ad esempio, a chi è impiegato nella sanità o nei trasporti. Per conferme in merito, bisognerà comunque attendere l’approvazione della legge di bilancio attesa per la fine dell’anno.

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