Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione

Pensioni anticipate e LdB2021: uno scivolo di 5 anni con il contratto di espansione

Sulle pensioni si prepara il potenziamento del contratto di espansione attraverso la legge di bilancio 2021. Si punta ad allargare il bacino di imprese che possono usufruire di uno scivolo di 5 anni.

In pensione anticipata con il contratto di espansione, guadagnando fino a cinque anni rispetto ai requisiti ordinari di accesso all’Inps. È la formula che il governo ha scelto di inserire all’interno della legge di bilancio 2021 attraverso un allargamento della platea che potrà beneficiare del cosiddetto contratto di espansione. Il meccanismo di flessibilità previdenziale era già presente all’interno del nostro ordinamento, ma con la manovra in approvazione presso il Parlamento si punta a un potenziamento del meccanismo.

La formula sembra risultare ben accolta anche dagli stessi lavoratori, sebbene sia importante sottolineare che il meccanismo non sarà comunque generalizzato. Mentre sullo sfondo il duplice obiettivo alla base del contratto di espansione punta anche a sostenere la ripresa occupazionale, posto che le imprese si assumono l’obbligo di prevedere nuove assunzioni (riavviando così il turn over generazionale).

Pensioni anticipate e contratto di espansione: chi potrà usufruirne

Dal punto di vista pratico, il nuovo scivolo pensionistico è destinato a garantire fino a 60 mesi di anticipo rispetto alla maturazione dei requisiti di accesso alla pensione. Si potrà quindi uscire dal lavoro a partire dai 62 anni di età, ottenendo tre anni a carico dell’azienda e due anni dello Stato (che si occuperà di assicurare la Naspi). Il vantaggio pubblico dovrà essere garantito dall’assunzione di nuovi giovani a parziale copertura delle uscite.

Il meccanismo risulta ora disponibile in favore di tutte le aziende con almeno 500 dipendenti, ma la modifica inserita all’interno della manovra 2021 punta ad abbattere la soglia a 250 dipendenti, estendendo così la platea dei potenziali beneficiari. A garantire l’operazione sarà poi il Ministero del Lavoro, che si occuperà di monitorare e siglare l’accordo siglato tra azienda e sindacati.

I lavoratori potranno quindi accedere al prepensionamento su base volontaria. Chi darà il proprio consenso riceverà un’indennità mensile uguale alla pensione che verrà maturata una volta raggiunti i requisiti ordinari di quiescenza previsti nel nostro ordinamento previdenziale. Ovviamente, nel computo bisogna considerare i cinque anni di mancati versamenti, che portano così a generare una pensione un po’ più bassa rispetto a quanto non si sarebbe ottenuto proseguendo nell’attività lavorativa.

Pensioni 2021 e contratto di espansione, le opinioni dei lavoratori sull’anticipo di 5 anni

Rispetto alla vicenda abbiamo chiesto ai lavoratori iscritti alla pagina Facebook “Riforma pensioni e lavoro” di esprimere la propria opinione. Secondo Emanuela “sarebbe ottimo, ma ci vuole sempre una copertura contributiva per intero” mentre Rita evidenzia che “i lavoratori del settore privato di piccole aziende non sono contemplati”.

Antonino ricorda che “andranno in pensione anticipata coloro che stanno lavorando in aziende con 250 dipendenti, con accordo tra Inps e azienda. Ma i disoccupati come me e tanti altri non usufruiscono di questa opportunità di pensione anticipata”. C’è inoltre chi evidenzia che l’opzione non risulta valida per i dipendenti pubblici, mentre Giancarlo sottolinea “l’ennesima discriminazione verso chi non rientra nelle categorie prescelte”.

Le richieste generali restano però ferme verso l’idea di avviare meccanismi di flessibilità previdenziale generalizzati e disponibili verso tutta la platea dei lavoratori. Fabiana chiede l’abolizione della legge Fornero e una pensione minima a partire da 20 anni di contributi e 60 anni di età. “Com’è sempre stato, perché non si possono aspettare i 67 anni”.