Autore: Stefano Calicchio

INPS - Pensione - Ammortizzatori sociali

Pensioni anticipate e LdB2021, il governo torna su APE sociale e opzione donna

Sulle pensioni flessibili arrivano nuove conferme dal Ministero del Lavoro in merito alla proroga dell’APE sociale e dell’opzione donna all’interno della prossima legge di bilancio.

Le pensioni continuano a registrare nuove prese di posizione, dopo che nella giornata di ieri la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha ribadito durante la propria audizione presso la camera dei Deputati l’intenzione di avviare importanti meccanismi di proroga all’interno della prossima legge di bilancio 2021. Il riferimento va in particolare alle due misure in scadenza al termine dell’anno, ovvero l’APE sociale e l’opzione donna.

Nuove conferme arrivano anche sull’intenzione di produrre un cambio di paradigma rispetto alla quota 100, che verrà garantita fino al termine della sperimentazione (cioè il 31 dicembre 2021). Nel lungo periodo viene però ribadita l’intenzione di arrivare a un nuovo meccanismo di accesso anticipato alla pensione, che possa evitare la rigidità della legge Fornero tutelando comunque la sostenibilità dei costi.

Sul mercato del lavoro il governo punta invece al rilancio delle opportunità tramite lo sviluppo di competenze in settori come il verde e il digitale. Allo stesso tempo, vi è allo studio il ripensamento del sistema di welfare e degli ammortizzatori sociali, con l’intento di disegnare un sistema di tipo universalistico e quindi accessibile a tutti i lavoratori.

Riforma pensioni 2020-21: le ultime dichiarazioni della Ministra Catalfo

Stante la situazione appena evidenziata, durante la propria audizione la Ministra Catalfo ha ribadito il ricorso all’utilizzo delle risorse messe a disposizione tramite i fondi in arrivo dopo l’emergenza Coroanvirus, riferendosi in particolare al Recovery Fund. All’interno della legge di bilancio 2021 “ci saranno sicuramente APE sociale e opzione donna” ha quindi sottolineato l’esponente del governo, accennando anche a un “intervento sul tema del part time ciclico”.

Rispetto invece a ulteriori provvedimenti, la Ministra Catalfo ha fatto riferimento alla questione della staffetta generazionale e all’estensione del part time ciclico. Il tutto con l’idea di far ripartire il turn over tra giovani e anziani, favorendo così il ricambio generazionale e garantendo un importante aiuto anche a tutti coloro che attualmente sono alla ricerca di un lavoro.

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Catalfo: Il rilancio del mercato del lavoro e la riduzione delle disuguaglianze

Sul rilancio delle opportunità lavorative la Ministra Catalfo ha quindi parlato della necessità di ridurre le disuguaglianze puntando sulla formazione e sulla costruzione di competenze, oltre che su settori come il verde e il digitale. L’obiettivo è di arrivare a un lavoro “più inclusivo, più trasparente, più digitalizzato e più sicuro”.

“Fra i pilastri del piano per il lavoro abbiamo previsto misure che garantiscano redditi adeguati mediante l’introduzione di un salario minimo orario ancorato alla detassazione dei rinnovi contrattuali dei Contratti collettivi nazionali di lavoro. A questo si aggiunge la completa rivisitazione della disciplina degli ammortizzatori sociali sulla quale sono già al lavoro insieme ai tecnici del Ministero e a una commissione di esperti da me nominati. Dobbiamo snellire l’impianto normativo e ridisegnare un sistema universalistico, nel quale siano coinvolte le imprese di tutti i settori produttivi e tutti i lavoratori” ha quindi sottolineato Nunzia Catalfo.

Pensioni anticipate e quota 100: interventi strutturali solo il prossimo anno

Rispetto a quanto riportato è importante sottolineare che durante il proprio intervento in parlamento l’esponente del Ministero del Lavoro ha spiegato che le misure di riforma più strutturali del settore previdenziale arriveranno solo il prossimo anno. Sul punto si è quindi fatto riferimento al tavolo istituito attualmente con le parti sociali e riguardanti gli interventi da attuare all’interno del settore.

Proprio all’interno del confronto tra governo e sindacati si cercherà di trovare una quadra sul post quota 100, ma il tema riguarda un obiettivo più a lungo termine e che non potrà quindi trovare applicazione già all’interno della prossima legge di bilancio. Novità in tal senso arriveranno solo con la manovra del prossimo anno e quindi con efficacia a partire dal 2022.

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