Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate e APE sociale 2021: i lavoratori chiedono più flessibilità

Con la legge di bilancio 2021 si prospetta la proroga delle pensioni anticipate tramite l’APE sociale: in molti chiedono di allargare la platea per poter beneficiare della misura, tanti non riescono ad accedere nonostante condizioni di disagio.

L’APE sociale è un provvedimento che consente l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e con almeno 30-36 anni di contribuzione, in base alla specifica situazione di disagio vissuta dal lavoratore. La misura è prevista all’interno del nostro ordinamento in via sperimentale e con scadenza al 31 dicembre del 2020, ma governo e sindacati stanno discutendo il rinnovo dell’opzione con un apposito riferimento all’interno della legge di bilancio 2021.

Secondo le ultime indiscrezioni emerse dai tavoli negoziali, l’obiettivo è di garantire il provvedimento per un ulteriore anno, ampliando al contempo la platea dei potenziali beneficiari oltre l’attuale perimetro. Attualmente risultano inclusi i disoccupati che hanno terminato l’assegno di disoccupazione, gli invalidi con riconoscimento al 74%, i caregivers e coloro che hanno svolto le attività gravose e usuranti riconosciute dalla legge (in questo caso sono necessari 36 anni di versamenti).

La proroga del meccanismo di pensionamento anticipato potrebbe includere anche i cosiddetti lavoratori fragili, ovvero coloro che presentano dei rischi di salute per via delle conseguenze dettate dal coronavirus. Si pensi, ad esempio, ai lavoratori che risultano impiegati nella sanità oppure nei trasporti.

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Pensioni anticipate e proroga APE sociale: i commenti raccolti dai lavoratori, serve più flessibilità nell’accesso all’Inps

A tal proposito, abbiamo chiesto ai lavoratori iscritti alla pagina Facebook “Riforma pensioni e lavoro” di farci sapere qual è la loro opinione al riguardo della proroga dell’Ape sociale al 2021, sia in senso generale che per quanto riguarda il possibile allargamento della platea dei beneficiari della misura. In breve tempo abbiamo ricevuto decine di commenti: molti hanno chiesto maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, anche considerando il difficile momento che stiamo vivendo.

Antonella racconta di avere “63 anni. Faccio la campagna estiva (è sempre più faticoso), ho 31 anni di contributi versati… e ci dobbiamo mettere anche il Covid-19”. Federico pensa a chi “ha perso il lavoro e non lo ha più ritrovato… a 62 anni non ti assume più nessuno, come fai ad arrivare ai 67 anni previsti dalla legge Fornero?”. Per Lucia serve garantire “la pensione a 60 anni con i contributi versati, perché normalmente la salute non ci assiste più”.

Caterina chiede invece “un riguardo per le donne che hanno avuto figli lavorando fuori e dentro casa”, mentre Mena suggerisce di garantire l’uscita con meno obblighi contributivi, permettendo l’accesso all’APE sociale “alle persone che hanno perso il lavoro a 63 anni e con 20 anni di contributi”. Infine, c’è chi esprime tutta la propria delusione per l’attuale rigidità del sistema previdenziale. Graziella spiega: “ho 62 anni, non trovo lavoro e ho già lavorato versando 32 anni di contributi, ma non riesco ad andare in pensione… sono stanca e delusa”.

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