Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate, domani 16 settembre 2020 nuovo incontro tra governo e sindacati

Sulle pensioni il governo torna a incontrarsi con le parti sociali: nell’appuntamento di domani il focus sulle misure più urgenti.

Parte un nuovo giro di consultazioni tra governo e sindacati in merito alla riforma del sistema previdenziale. Il dialogo riprenderà nella giornata di domani 16 settembre 2020 e vedrà al centro della discussione le misure di flessibilità più urgenti e in scadenza entro il termine dell’anno corrente. L’obiettivo è di programmare con precisione gli interventi che verranno implementati all’interno della prossima legge di bilancio.

In scadenza ci sono l’APE sociale e le pensioni anticipate tramite opzione donna, mentre nel dibattito pubblico è tornata a emergere anche l’ipotesi di un rinnovo dell’APE di natura volontaria (63 anni di età e 20 anni di versamenti, ma con costi a carico del pensionato). Quest’ultima ipotesi però non è mai risultata particolarmente gradita alle parti sociali per via degli oneri a carico del lavoratore.

Riforma pensioni 2020: le richieste più urgenti ai lavoratori

Nel novero delle richieste che verranno avanzate dalle parti sociali e che sono state già evidenziate nelle scorse settimane tramite comunicati e prese di posizione vi sono quindi il rinnovo dell’APE sociale e dell’opzione donna, ma anche l’estensione delle attuali misure di tutela a nuovi profili che vivono situazioni di disagio.

Il riferimento va agli allarmi lanciati in questi mesi rispetto all’impatto del Coronavirus sull’occupazione e in particolare su quei cittadini che si trovano a perdere il lavoro oppure a vivere situazioni di oggettiva difficoltà in età avanzata a causa della pandemia. In questo senso, si tenterà di avviare nuove tutele per i profili maggiormente esposti al rischio di contagio inserendoli nelle attività riconosciute dalla legge come gravose.

Infine, non meno importante sarà anche la questione del turn over tra giovani e anziani, attraverso l’applicazione di strumenti che possano favorire le ristrutturazioni aziendali garantendo il ricambio generazionale. Si tratta quindi di potenziare provvedimenti come i contratti di espansione o l’isopensione, rendendoli disponibili anche alle aziende di dimensioni più contenute.

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Le pensioni flessibili e il superamento della legge Fornero

Per discutere gli interventi più incisivi sul comparto previdenziale bisognerà invece attendere il prossimo confronto fissato il 25 settembre, quando si tornerà a parlare della fine delle pensioni anticipate tramite quota 100 e dei nuovi meccanismi di flessibilità che dovrebbero continuare a garantire la flessibilità pensionistica. Il meccanismo di tutela terminerà la propria efficacia il 31 dicembre del 2021.

Allo studio vi è l’estensione della quota 41 per tutti i lavoratori e un’opzione in grado di garantire l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con un vincolo contributivo non eccessivo. Sullo sfondo resta anche la contestuale introduzione di un meccanismo di penalizzazione che non sembra ben visto dai lavoratori, ma che potrebbe risultare indispensabile per calmierare l’impatto della riforma sui conti pubblici.

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