Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Pensioni anticipate dai 63 anni nel 2021, ecco le categorie che dovrebbero rientrare nella proroga dell’APE

Sulle pensioni flessibili il governo studia con i sindacati l’estensione dell’APE sociale a tutto il 2021. Il focus sulle categorie di lavoratori che potrebbero beneficiare della misura.

Il tema delle pensioni flessibili sarà al centro dei prossimi confronti tra governo e sindacati, previsti rispettivamente per l’8 e il 16 settembre 2020. Ormai giunti verso la parte finale dell’anno, resta prioritario comprendere quale sarà il perimetro d’intervento della prossima legge di bilancio, posto che una vera e propria riforma complessiva del sistema potrà essere attuata solo a partire dal 2022.

Rispetto a quanto evidenziato nelle ultime settimane, la nuova manovra dovrebbe comunque contenere la proroga d’importanti opzioni di flessibilità previdenziale che risultano in scadenza entro il termine dell’anno. È il caso dell’Ape sociale, che dovrebbe essere estesa almeno fino al termine del 2021 consentendo quindi ai lavoratori interessati dalla misura di poter beneficiare di un’importante salvaguardia davanti a situazioni di disagio lavorative o personale che rendono difficile raggiungere i criteri ordinari di pensionamento previsti dalla legge Fornero.

Legge di bilancio 2021: si punta alla proroga dell’APE sociale

Salvo un’eventuale proroga che dovrebbe essere inserita all’interno della prossima manovra, l’APE sociale rischia di concludere la propria efficacia al termine del corrente anno. Si tratta di una misura che consente a chi vive condizioni di disagio di ottenere un prestito ponte utile a raggiungere i criteri ordinari di quiescenza previsti dalla legge Fornero, ovvero i 67 anni di età (purché siano presenti almeno 20 anni di versamenti).

L’APE sociale consente invece di ottenere l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni di età e garantisce 12 mensilità l’anno d’indennità a carico dello Stato, con una rata mensile che corrisponderà all’importo della futura pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione. Il legislatore ha fissato però un tetto massimo all’importo pari a 1500 euro. L’indennità parte il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni, flessibilità limitata nel 2021: l’ipotesi dai 62 anni e della quota 41 per tutti solo dal 2022

APE sociale e proroga al prossimo anno: ecco le categorie coinvolte

Il nuovo confronto tra governo e sindacati dovrebbe quindi produrre una nuova estensione della misura almeno per un ulteriore anno, cioè fino al termine del 2021. Questo considerando che dal 2022 è attesa una riforma più ampia del sistema pensionistico, con il termine della quota 100 e l’arrivo di un nuovo meccanismo di tutela che dovrebbe partire dai 62 anni di età.

Al momento l’APE sociale garantisce l’uscita dal lavoro a partire dai 63 anni e con 30-36 anni di versamenti a quattro categorie specifiche di contribuenti: i disoccupati di lungo periodo, i lavoratori con invalidità riconosciuta ad almeno il 74%, i caregiver e i dipendenti che hanno svolto attività gravose o usuranti. Per quest’ultimi sono necessari almeno 36 anni di contribuzione, rispetto ai 30 anni previsti per le categorie precedenti.

Da tempo i sindacati parlano di una possibile estensione delle categorie di lavoratori che possono beneficiare dell’APE sociale, ma al momento l’opzione continua a ricevere proroghe quando giunge a scadenza nella sua forma attuale. Sarà interessante quindi seguire con attenzione l’esito dei prossimi tavoli negoziali tra Ministero del Lavoro e parti sociali, per comprendere se la prosecuzione del provvedimento possa portare anche all’ingresso di nuove categorie di lavoratori nella platea di questo meccanismo di tutela.

TI POTREBBE INTERESSARE: Pensioni, le novità allo studio nel 2021 su opzione donna e APE sociale